Presidente CIV INAIL: “Errore non indennizzare le menomazioni di lieve entità causate dal Covid-19 “

Roma, 30 dicembre 2020 – La richiesta di miglioramento delle prestazioni economiche erogate dall’INAIL, più volte avanzata dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto, rimane ancora una volta inascoltata.
“Eliminare o perlomeno, abbassare la franchigia attuale, da 0 al 5% di inabilità – dichiara Luciano – sarebbe un atto di grande civiltà ma, purtroppo, esigenze di bilancio pubblico impediscono di procedere ad una modifica della normativa che oggi esclude dalla tutela le menomazioni dell’integrità psico-fisica della persona derivanti da infortuni sul lavoro e malattie professionali inferiore al 6%.
Parliamo di cifre contenute: per l’estensione, ad esempio, della tutela ai gradi di inabilità compresi tra il 4 e il 5%, si stima una spesa di soli 20 milioni di euro per i danni del 2020 (su un bilancio INAIL di circa 10 miliardi) e di poco più di 70 milioni medi annui nel decennio a venire. Una cifra che troverebbe ampiamente copertura all’interno del sistema tariffario vigente di Inail, così come troverebbe copertura anche la totale eliminazione della franchigia, indennizzando così tutti quelli che si infortunano o si ammalano sul lavoro”.
La richiesta di estensione dell’indennizzo risponde alla domanda crescente di tutela a fronte di eventi infortunistici, anche legati ai contagi da SARS-CoV-2, la cui esclusione appare oggi priva di sufficiente giustificazione in presenza di una menomazione permanente comunque di rilievo dell’integrità psico-fisica subita dal lavoratore.
Per il Presidente del CIV si tratta di una mancanza di giustificazione ancora più evidente alla luce delle profonde trasformazioni del mondo del lavoro che, peraltro, con la pandemia hanno subito un’accelerazione, e che stanno modificando la composizione degli infortuni sul lavoro, facendo registrare un aumento di quelli con menomazioni più lievi rispetto a quelli più gravi, lasciando quindi privi di adeguata tutela un numero significativo di casi denunciati annualmente all’INAIL”.
L’indicazione del Presidente Giovanni Luciano è che “ si rifletta meglio su questa vicenda e si trovino le giuste convergenze politiche affinché il legislatore modifichi al più presto la normativa di riferimento, dando, così, il giusto ristoro a tutte le persone che, lavorando, si infortunano o purtroppo si ammalano, anche di COVID-19”.