Ponte Morandi: “Sconfortante l’esclusione delle parti civili”

Roma, 26 novembre 2021 – Si è concluso il procedimento di ammissione delle parti civili al processo per il crollo del ponte Morandi. Su 500 richieste presentate ne sono state accolte circa un centinaio, tra cui quelle degli enti locali, Regione e Comune, e poi ministero e governo. Il giudice dell’udienza preliminare, Paola Faggioni, ha invece escluso dalle parti civili il comitato dei familiari delle vittime del ponte Morandi, saranno ammessi come parti civili solo singolarmente. Per il Gup il comitato non può essere ammesso per “carenza di legittimazione visto che è stato costituito dopo i fatti”.
Il commento dell’avvocato Alessandra Guarini, legale Anmil: “Escludere il Comitato in quanto non costituito in epoca antecedente ai fatti pare cozzare prima di tutto con il buon senso, solo ove si consideri che fino a quel tragico 14 agosto nessuno aveva per così dire maturato lo status di ‘vittima’, e poi con il diritto, dal momento che il Comitato agiva a tutela dei diritti degli associati e non di interessi collettivi o di terzi. Proprio per questa semplice quanto efficace considerazione giuridica Il Tribunale di Grosseto aveva ammesso come parte civile un’associazione di soggetti danneggiati, ancorché costituita dopo il tragico naufragio della Costa Concordia, e prima ancora nel caso del crack della Parmalat avevano trovato ingresso nel processo associazioni di consumatori/vittime sorte postume rispetto alle condotte contestate”. “L’esclusione di un Comitato di vittime, oltreché discutibile sotto il profilo della legittimità – continua Guarini – è per certi versi sconfortante perché fa rivivere la sensazione che vi sia una sotterranea volontà di dare corpo ad un orientamento giurisprudenziale “ostile” al ruolo della parte civile nel processo, soprattutto quando è un’associazione. Ad avvalorare il timore che associazioni e comitati finiranno per essere esuli senza patria sta l’ordinanza, recentissima, con cui l’associazione dei parenti delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio non è stata ammessa nel processo per il  disastro ferroviario di Pioltello in quanto “l’effettivo ambito di azione” dell’associazione era quello della “tutela del diritti delle vittime del disastro di Viareggio e dei loro familiari”. Il tutto per il momento, perché le associazioni escluse hanno presentato nuovamente l’atto di costituzione all’apertura del dibattimento cosa che auspicabilmente farà anche il Comitato ligure. Il rischio che si sta correndo è quello di forgiare un processo senza parti civili o meglio senza le associazioni e i comitati, che sono potenzialmente più attrezzati per affrontare il dibattito processuale e forse proprio per questo invisi secondo la logica delle dinamiche processuali”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.