Pesce (AFEVA): “A Casale le morti si potevano evitare”

13 febbraio 2023 – Venerdì, nell’udienza del processo Eternit Bis in corso nella corte d’Assise di Novara, i pubblici ministeri Gianfranco Colace e Mariagiovanna Compare hanno avanzato la richiesta di ergastolo, con isolamento diurno, per l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, ultimo proprietario dell’azienda che ha portato alla morte per amianto 392 persone.
Bruno Pesce, dell’AFEVA (Associazione familiari vittime amianto) di Casale Monferrato ha dichiarato: “Non sappiamo cosa resterà di questa richiesta dopo la Cassazione, avendo in passato vissuto l’esperienza di preiscrizione del reato di disastro ambientale, e annullamento di condanne e risarcimenti. La richiesta dei pm oggi certifica, secondo quanto ricostruito, che l’imputato, arrivato nel 1976, sapeva e non ha fatto nulla per anni. Le morti si potevano evitare. Non tocca noi stabilire la pena. Importante era riconoscere che vi sono state delle colpe e far sì che la sentenza sia da monito perché certe vicende non si ripetano”.