Per una nuova politica sulla disabilità: un mondo solo in parte esplorato a cura dell'Ufficio Servizi Istituzionali

Nonostante l’ampiezza delle fonti statistico-informative esistenti nel nostro Paese non sappiamo ancora quante sono realmente le persone disabili italiane e quali sono le loro principali caratteristiche. L’Istituto centrale di statistica (ISTAT), con un’indagine effettuata qualche anno fa tramite l’intervista telefonica, ha indicato il loro numero in 2,6 milioni di unità alle quali sono da aggiungere le 161.000 persone non autosufficienti ricoverate a tempo pieno nelle strutture residenziali mentre altri accreditati network informativi italiani le ha stimate in 4,5 milioni, la prevalenza delle quali (3,5 milioni) sarebbe concentrata nella fascia di età degli over 65enni che, in oltre il 40% dei casi, vivono da soli. Peraltro, come ammesso dall’INPS in occasione dell’audizione del 2014 in Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, non ci sarebbero dati riguardo alle persone certificate con un handicap in situazione di gravità; nemmeno per difetto anche se poi lo stesso INPS ha stimato che in Italia ci sarebbero 3,1 milioni di persone con gravi disabilità funzionali (dati riferiti al 2013), un milione delle quali non percepisce però l’indennità di accompagnamento. Oltre a ciò non sappiamo quante e quali sono le prestazioni assistenziali erogate perché, se pur esiste un casellario degli esborsi economici gravanti sull’INPS dovuti agli assegni, alle pensioni ed alle indennità di accompagnamento, nulla sappiamo riguardo agli interventi erogati dallo Stato a carico di queste persone poiché le relative voci di spesa sono frazionate e disperse.
Senza entrare nel merito delle cause di questi difetti conoscitivi, solo in parte riconducibili alla anacronistica frammentazione dell’invalidità, ciò che si deve ammettere è che la disabilità è un mondo solo in parte esplorato, stimato ancora in via presuntiva e con ampie fluttuazioni numeriche, del quale conosciamo davvero poco per non dire quasi nulla nonostante le opportunità che ci sono state offerte dalla digitalizzazione dei diversi settori della vita pubblica. Dove le banche dati esistono anche se i software sembrano essere stati progettati dai diversi Gestori al solo scopo di non comunicare tra loro.

Per approfondire