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Per i giovani italiani la salute mentale è prioritaria

Per i giovani italiani la salute mentale è prioritaria

17 novembre 2023 – La salute mentale – dall’ansia ai disturbi dell’alimentazione – come uno degli obiettivi della medicina del futuro secondo i giovani italiani. È quanto emerso dalla tavola rotonda “Partner per il futuro. Reimmaginiamo la salute insieme”, organizzata da Novartis, a Roma, nel corso della quale sono state affrontante alcune delle tematiche da prendere in considerazione in questo cruciale momento di transizione post Covid. Tutto questi anche alla luce di una recente indagine demoscopica che mostra la percezione negativa degli italiani sul futuro.
“La pandemia ha generato problemi mentali di vario tipo, come stati di depressione e di ansia, facendo emergere la necessità di agire in ambiti finora trascurati – ha detto Francesco Marchionni, del Consiglio Nazionale dei Giovani – Si da per scontato il diritto alla salute fisica, ma quello alla salute mentale, tra cui disturbi dell’alimentazione e ansie di vario tipo, è quasi del tutto trascurato e sono troppo poche le strutture specializzate”.
Nel corso dei lavori è emerso come le tecnologie e le risorse economiche siano fondamentali al mantenimento dei servizi sanitari, ma è urgente ripensare – alla luce anche della digitalizzazione e delle nuove sfide imposte dall’invecchiamento della popolazione – i processi organizzativi, la telemedicina e la semplificazione dell’accesso alle cure.
Inoltre, ha puntualizzato Marchionni, “i giovani continuano a ritenere fondamentale che la sanità resti di tutti, pubblica, ma ripensata in modo più aperto. Il partenariato pubblico privato non deve essere demonizzato”.
Tuttavia la percezione del futuro appare piuttosto negativa, come mette in luce l’indagine “Il futuro della salute” condotta da AstraRicerche per Novartis Italia da cui emerge che circa il 40% dei cittadini è convinto che la salute della popolazione sarà peggiore entro cinque anni. E i più pessimisti sono i medici.
“Chiaramente ci sono aspetti che devono essere migliorati, un punto riguarda gli aspetti contrattuali del personale medico e sanitario, ma ritengo che il quadro reale non sia così cupo come emerge dall’indagine – ha commentato il presidente della commissione Affari sociali e salute della Camera dei deputati, Ugo Cappellacci – C’è da vedere anche il bicchiere mezzo pieno. Ci sono certamente problemi, ma sono altrettanti gli elementi positivi di cui però c’è forse scarsa percezione, a volte anche a causa dei media”.

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