Sen. Parente: sport è medicina, inserirlo in ricetta medica

Roma, 19 maggio 2022 – “Dopo l’inserimento dello sport in Costituzione è necessario introdurre l’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia all’interno del Servizio sanitario nazionale. In commissione Sanità stiamo esaminando il disegno di legge a prima firma Faraone e ci impegneremo al massimo per riuscire ad approvarlo entro la fine della legislatura”. Così la Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Annamaria Parente, intervenuta alla presentazione del “Charity Night Gala”, l’evento di beneficienza organizzato dalla Fondazione SporTogether, che si terrà il 30 maggio e che ha l’obiettivo di far pervenire aiuti alla popolazione ucraina colpita dalla guerra. Il riferimento è ad un disegno di legge all’esame della Commissione dal giugno del 2020, che si propone di definire princìpi e criteri generali al fine di introdurre una strategia nazionale relativamente alla «prescrizione dell’attività fisica».
Come si legge nella relazione illustrativa del provvedimento, esiste una stretta correlazione tra l’inattività fisica e le patologie cronico-degenerative, che rappresentano circa il 75 per cento delle cause di mortalità nei Paesi industrializzati. Gli effetti positivi dell’attività fisica sulla patologia cronica non trasmissibile, da quella cardiovascolare, al diabete, all’obesità, alla osteoporosi e ad alcune patologie neoplastiche quali il cancro del colon e della mammella, sono solidamente documentati in diversi studi internazionali. L’attività fisica appare, pertanto, un efficace strumento di prevenzione e come tale rientra nella strategia di intervento nei confronti di persone sane o affette da svariate patologie, al punto che l’esercizio fisico dovrebbe essere inserito nel normale iter terapeutico per il trattamento di diverse patologie. Tuttavia, questa tipologia di intervento appare ancora largamente sottovalutata in ambito di Sistema sanitario nazionale.
Un approccio integrato in materia sarebbe, inoltre, funzionale ad una reale implementazione del documento programmatico «Guadagnare salute», di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 aprile 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2007, che tra le diverse ipotesi di intervento prevede interventi «volti ad affermare una concezione dell’attività sportiva che va al di là della mera attività fisica agonistica, divenendo invece un momento di benessere fisico e psicologico che coinvolge tutti i cittadini, giovani e meno giovani. Da qui, un’idea di sport come momento di aggregazione sociale, nonché come attività formativa ed educativa dell’individuo». In questa ottica, gli interventi di prevenzione mirati alla promozione dell’attività motoria, i programmi di sorveglianza sulla diffusione tra la popolazione dei fattori di rischio per malattie croniche, nonché la prescrizione controllata dell’attività fisica nei pazienti a rischio dovrebbero rientrare nei livelli essenziali di assistenza (LEA).
“Questo disegno di legge ha un consenso politico trasversale e perciò ci sono tutte le condizioni per farlo arrivare in porto prima della fine della legislatura – ha dichiarato Parente – Mettere lo sport in ricetta medica significa riconoscerne il suo valore in termini di prevenzione e cura. Abbiamo ascoltato durante le audizioni vari esperti che ci hanno raccontato come in tante patologie, anche oncologiche, faccia bene. Metterlo in ricetta medica significa prescriverlo come un farmaco e quindi indicare anche come e quando farlo. Se riusciremo ad approvare questo provvedimento prima della fine della legislatura credo che avremo fatto un buon servizio a tutti i cittadini”.