Papa Francesco denuncia “il lavoro che schiaccia”

13 dicembre 2023 – Da papa Francesco un vibrante monito contro la mercificazione del lavoro. Perché non c’è solo un “lavoro che manca”, ma anche un “lavoro che schiaccia”. Rivolgendosi ai partecipanti alla seconda edizione di “LaborDi’: un cantiere per generare lavoro”, promosso dalle Acli di Roma, il pontefice ha paragonato il “vuoto” occupazionale a un “terreno che frana sotto i piedi, costringendo a camminare in equilibrio precario”.
“Dignità ferita quando il lavoro è instabile”. “La parola ‘lavoro’ oggi, purtroppo, ne evoca spesso la mancanza, e ciò rappresenta una grave ferita alla dignità di tante persone – ha detto Francesco – Ma la dignità è ferita anche quando il lavoro non è sufficientemente stabile e compromette progetti e scelte di vita, come la creazione di una famiglia e il desiderio dei figli. Non succede forse così tra tirocini, stage, lavori saltuari e interinali? E ancora: com’è possibile entrare degnamente nel cantiere del lavoro, se prima ancora, negli anni dello studio e della specializzazione, si è costretti a lottare per avere diritto a un tetto sotto cui dormire?”
Il bisogno di un’occupazione duratura. Il pontefice ha fatto notare che “davanti a questo senso di vuoto tanti, spaesati e demotivati, rinunciano e vanno altrove, ma ciò, oltre a provocare amarezza, costituisce una sconfitta, perché le risorse non mancano e vanno impiegate per realizzare sogni concreti, come quello di un lavoro stabile e duraturo, di una famiglia da formare, di tempo da dedicare gratuitamente agli altri nel volontariato”.
“Contratti a termine e lavori brevi sono muri di un labirinto”. Contratti a termine, lavori così brevi che impediscono di progettare la vita, bassi redditi e basse tutele – ha sottolineato il papa – “sembrano i muri di un labirinto dal quale non si riesce a trovare via d’uscita. Cari giovani, serve come il pane qualcuno che vi prenda per mano e vi aiuti a sconfiggere questa precarietà e questo senso di vuoto, tirandovi fuori dalle sabbie mobili dell’insicurezza”.
Contro la mercificazione del lavoro. Francesco ha denunciato, così, “il lavoro mercificato, che cresce nel nostro contesto, dominato da un mercato che per essere competitivo si fa sempre più accelerato e complesso”. Per non parlare di “alcune prospettive cupe in agguato: quella dell’illegalità, via di fuga dalla responsabilità verso il lavoro in nero, che poi finisce per rendere la coscienza dello stesso colore; quella di un lavoro disumanizzato, dove le moderne tecnologie, come l’intelligenza artificiale e la robotica, minacciano di sostituire la presenza dell’uomo; quella, infine, sempre più scandalosa e preoccupante, della mancanza di sicurezza sul lavoro, effetto della corsa febbrile a produrre di più ad ogni costo”. Il papa ha, infatti, ricordato: “Quante vittime ci sono ancora sul posto di lavoro!”