Min. Orlando: task force in risposta all’irregolarità imprese

Roma, 21 giugno – II 72% delle aziende legate alla logistica che operano in Italia presenta irregolarità: sei punti sopra tutti gli altri settori produttivi messi insieme. Così nelle cooperative che navigano nella filiera il 78% è fuori legge, quasi otto su dieci. L’Ispettorato nazionale del lavoro, nel 2020, attraverso i dati raccolti nel corso delle ispezioni condotte su 8850 aziende del settore e 869 coop, ha sottolineato la necessità di istituire una task force “multi Agenzia”, che mette insieme le competenze dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Inps, Inail, Agenzia delle Entrate, col fine di puntare i riflettori sulle ombre dei fenomeni di conflittualità  legati all’utilizzo della forza lavoro attraverso cooperative e capire cosa si muove nel comparto della logistica italiano, quanto stratificato sia il ricorso a appalti e subappalti, quanto pervasivo il lavoro nero, il caporalato e la sospensione dei diritti. Quello che è emerso è come ci sia una parte della filiera che volta le spalle ai reali problemi del settore, non rendendosi conto delle diverse forme di sfruttamento o dell’applicazione di una contrattualistica non conforme a quanto stabilito in sede negoziale. Chi sta in cima alla catena non può girarsi dall’altra parte. Come ha ribadito il Ministro Orlando in merito a questi temi: “…i grandi devono responsabilizzarsi anche per i più pìccoli: non potranno più dire che quello che accade fuori dai loro capannoni non lì riguarda». Arrivare a questo obiettivo finale non sarà facile né immediato. La task force dovrà intanto individuare precocemente e contrastare i comportamenti illegali nel settore della logistica e del trasporto, agevolando le sinergie istituzionali nella condivisione di banche dati e fonti informative. Prevenire le patologie aziendali è uno dei grandi obiettivi posti, così come il “bollino di qualità” per certificare la sicurezza sul lavoro, annunciato da Orlando, che consentirà alle aziende di partecipare ai bandi del Recovery. Daranno una mano anche i 2 mila nuovi ispettori del lavoro da sommare ai 4.500 esistenti, previsti nel Pnrr e chiamati a incrementare del 20% le ispezioni entro la fine del 2024.