Orlando: politiche attive del lavoro nell’attuazione del PNRR

Roma, 10 febbraio 2022 – “Con anticipo rispetto alla scadenza dello scorso 31 dicembre sono stati raggiunti gli obiettivi 2021 del PNRR “. Così il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, in audizione sullo stato di attuazione del PNRR presso le Commissioni Lavoro e Affari Sociali della Camera. Gli obiettivi sono stati raggiunti, per Orlando, con l`adozione del programma Gol (5 novembre) e del piano nuove competenze (14 dicembre), nonché con il piano operativo infrastrutture e investimenti sociali (9 dicembre). “Abbiamo dunque definito il quadro delle riforme delle politiche attive, delineato i livelli essenziali delle prestazioni della formazione e del duale, adottato il piano operativo in tema di infrastrutture e investimenti sociali”. “Con gli obiettivi del 2022 si entra dunque nel vivo, in virtù della prevista adozione dei piani di attuazione regionale (Par) e dell`inserimento nel programma Gol di 300mila persone vulnerabili, in primis percettori di Naspi e reddito di cittadinanza, ma anche lavoratori in Cigs. Con una particolare attenzione alle donne e ai giovani”. “Le politiche del lavoro nel Pnrr sono centrali e intersecano tutte le altre aree di intervento. Sono progetti che rappresentano una grande opportunità”. Oltre a una “riforma sistemica” delle politiche attive del lavoro, gli interventi che riguarderanno il Ministero di via Veneto riguarderanno il rafforzamento del sistema duale, con un investimento di 600 milioni di euro ed il potenziamento dei centri per l`impiego (Cpi), per i quali il Pnrr mette in campo 600 milioni, di cui 400 milioni per progetti in essere e 200 milioni per nuovi progetti.  Si aggiungono piani dedicati all`inclusione delle persone con particolari fragilità, che prevedono una riforma e una serie di investimenti, a partire dalla definizione di un piano operativo che tiene insieme interventi sull`autosufficienza, sulla disabilità e interventi di housing first e stazioni di posta per i senza fissa dimora, con risorse complessive pari a 1,450 miliardi. Inoltre, per il Ministro “dovremo monitorare l`impatto della previsione del requisito della quota del 30% di assunzioni da destinare a nuova occupazione giovanile e femminile introdotta dall`art. 47 del decreto-legge n.77 del 2021 per le imprese che si aggiudicano i contratti pubblici finanziati con le risorse del Pnrr e del piano complementare”.

Sempre entro il 2022 dovrà essere adottato il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso. “Molti settori produttivi sono colpiti dal fenomeno del lavoro nero, con conseguenze nefaste non solo dal punto di vista economico” visto che “si crea una disparità concorrenziale tra le aziende virtuose e quelle inadempienti, ma soprattutto in termini di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro” ha sottolineato il Ministro. Il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso prevede, tra l’altro, “l’introduzione di misure dirette e indirette per trasformare il lavoro sommerso in lavoro regolare. Si tratta di misure di deterrenza, come il rafforzamento delle ispezioni e delle sanzioni; misure che promuovono il lavoro regolare, quali gli incentivi finanziari, anche attraverso una revisione di quelli esistenti”. Ma anche, ha continuato Orlando, il lancio di una campagna informativa rivolta ai datori di lavoro e ai lavoratori, con il coinvolgimento delle parti sociali e la creazione “di una struttura di governance che assicuri un’efficace implementazione delle azioni”.