Operatore 118 muore nella “Caporetto dei sanitari”

16 marzo 2020 – Una tra le più giovani vittime italiane del virus COVID-19 é un operatore del 118 di Bergamo, spentosi sabato scorso dopo essere rimasto infettato sul posto di lavoro. Diego Bianchi, 47 anni e nessuna patologia pregressa da sottolineare. Erano vent’anni che Bianchi lavorava ai telefoni dell’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo. La sua situazione di salute é precipitata nel giro di 4 giorni: da qualche linea di febbre alla morte fulminea nell’isolamento domestico nel quale era relegato nella sua abitazione di Bergamo, definita poche ore prima dal Presidente Nazionale dell’Ordine dei Medici, Filippo Anelli,  la “Caporetto della professione medica”, dove si ha “notizia di altri medici morti con quadri clinici compatibili con Covid-19: un medico di medicina generale nel Lodigiano, uno pneumologo nel comasco”. E aggiunge: “Questa è espressione di una realtà che non si può né si deve nascondere”.