Online il 32esimo report INAIL sul covid-19

Roma, 29 maggio 2023 – È online il 32esimo report nazionale sulle infezioni da Covid-19 di origine professionale elaborato dalla Consulenza statistico attuariale (Csa) dell’Inail, con cui si conclude la pubblicazione periodica dei monitoraggi del fenomeno infortunistico legato al virus, iniziata tre anni fa. I contagi sul lavoro segnalati all’Istituto dall’inizio della pandemia alla data dello scorso 30 aprile sono pari a circa un sesto del totale delle denunce di infortunio pervenute dal gennaio 2020 e in aumento dell’1,8% rispetto alla rilevazione di fine dicembre.
Dal nuovo report emerge anche che nei primi quattro mesi del 2023 l’incidenza media delle denunce da Covid-19 sul totale degli infortuni denunciati è stata di una ogni 65 infortuni, molto più contenuta rispetto al 2020 (una denuncia su quattro), al 2021 (una su 12) e al 2022 (una su sei).
Più colpite le donne ma a morire sono soprattutto gli uomini.
I casi mortali sono 901 con un’età media di 58 anni. Il 63,4% delle denunce da Covid-19 riguarda il settore della sanità e assistenza sociale (ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili…). Seguono l’amministrazione pubblica, il trasporto e magazzinaggio, il noleggio e servizi di supporto, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, le attività dei servizi di alloggio e ristorazione e il settore manifatturiero. Dall’analisi territoriale, approfondita anche attraverso l’aggiornamento delle schede dedicate a ciascuna regione, emerge inoltre che il 40,5% del totale dei contagi denunciati è concentrato nel Nord-Ovest (prima la Lombardia con il 23,3%), seguito dal Nord-Est con il 21,5% (Veneto 10,8%), dal Centro con il 16,9% (Lazio 8,5%), dal Sud con il 14,9% (Campania 7,6%) e dalle Isole con il 6,2% (Sicilia 4,5%).
Il nuovo report della Csa riporta anche il dato aggiornato delle infezioni di origine professionale riconosciute e indennizzate dall’Inail dall’inizio della pandemia. Al 30 aprile 2023 il 79% di tutte le denunce è stato riconosciuto positivamente, generando nel 94% dei casi un indennizzo. Per i casi mortali, invece, la percentuale di riconoscimento si attesta provvisoriamente al 63%. Tra gli indennizzi prevalgono in assoluto le inabilità temporanee (99%), con le menomazioni permanenti limitate allo 0,8% e le rendite a superstiti per i decessi allo 0,2%. L’inabilità temporanea riconosciuta per ogni tipo di indennizzo ha raggiunto complessivamente 4,5 milioni di giornate, con un numero medio di giorni di assenza dal lavoro, compresi i tre di franchigia, pari a 23.