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Ocse: “PAL, Istruzione e parità per crescita del Pil pro capite”

Ocse: “PAL, Istruzione e parità per crescita del Pil pro capite”

29 gennaio 2024 – Secondo una previsione dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), con un minor divario di genere, associato a un incremento delle politiche attive del lavoro e di una maggiore istruzione universitaria, il Pil pro capite italiano potrebbe crescere del 3,5% entro il 2050.
Il Rapporto Ocse parte da un’analisi del contingente allarmante: i giovani che non studiano né cercano un impiego sono al 23%, un tasso inferiore solo a Colombia e Turchia; l’occupazione femminile si ferma al 52%, ben al di sotto della media dell’Ocse lasciandole ancorate all’onere del lavoro di cura, agli stereotipi legati al percorso educativo che le escludono dalle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche che hanno un peso fondante nel mercato del lavoro mondiale e alla penalizzazione dei sistemi fiscali e previdenziali che rimangono, in linea di massima, favorevoli alle famiglie monoreddito. 
Nel rapporto emerge anche la debolezza italiana sul fronte dell’istruzione terziaria. Per l’Ocse, aumentare il numero di iscrizioni all’università potrebbe far crescere il Pil pro capite dell’1,5%. “La quota di laureati nella popolazione di età compresa tra i 25 e i 34 anni – scrive l’organizzazione – è la seconda più bassa dell’Ocse dopo il Messico, e molti neolaureati emigrano. Tra il 2011 e il 2021 l’emigrazione netta cumulata di neolaureati è stata di circa 110 mila persone”.
Secondo l’Ocse “occorre rafforzare gli incentivi finanziari correlati all’assunzione di un impiego” e “assicurare un deciso potenziamento del sistema di formazione. La creazione di una nuova piattaforma digitale (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa, Siisl) rappresenta un passo positivo”.

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