Roma, 6 novembre 2020 – L’hanno costretta a mettersi in malattia per un “incidente domestico mentre stava scolando la pasta”, per non compromettere il buon nome dell’impresa e poi, dopo aver constatato il superamento del cosiddetto “periodo di comporto” l’hanno licenziata. Ma l’operaia, a quel punto, si è rivolta ai carabinieri. Sono stati così denunciati quattro responsabili di un’azienda multinazionale, italiani tra i 40 e i 50 anni, a vario titolo per estorsione, lesioni personali colpose, omessa valutazione dei rischi da parte del datore di lavoro e omessa formazione dei lavoratori in materia di sicurezza sul lavoro.
L’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna è partita dal racconto di una operaia italiana 40enne che si è rivolta ai carabinieri per denunciare un incidente sul lavoro. La donna ha raccontato ai militari di essersi gravemente ferita a una mano sul posto di lavoro, mentre stava utilizzando un trapano industriale, risultato non a norma. informati dell’accaduto – secondo quanto confermano i carabinieri di San Giovanni in Persiceto – tre dei quattro responsabili l’avrebbero costretta a mettersi in malattia e a negare l’accaduto, ovvero a fornire una diversa versione, quella di un incidente domestico avvenuto mentre stava “scolando la pasta”. La donna ha riferito di essere stata rassicurata dai suoi superiori in merito alle tutele, ma più tardi è stata licenziata per aver superato i giorni di malattia (quasi un anno), dovuti all’impossibilitata di recuperare il funzionamento dell’arto. Da qui la decisione di rivolgersi ai Carabinieri.
La versione della lavoratrice è stata accertata dai militari che durante un’ispezione nello stabilimento, hanno verificato la presenza di macchinari da lavoro irregolari, proprio come aveva riferito la donna.