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Nel terzo trimestre 2023 65mila occupati in più

Nel terzo trimestre 2023 65mila occupati in più

14 dicembre 2023 – Nel terzo trimestre 2003 aumentano in Italia gli occupati di 65mila unità (+0,3% rispetto al secondo trimestre 2023), a seguito della crescita sia dei dipendenti a tempo indeterminato (+75 mila, +0,5%) che degli indipendenti (+10 mila, +0,2%), che ha più che compensato il calo dei dipendenti a termine (-19 mila, -0,6% in tre mesi). Lo rivela la nota trimestrale sul mercato del lavoro diffusa dall’Istat.
Una crescita che interessa solo gli over 50. Un’analisi più dettagliata dei dati mette in evidenza aspetti problematici di notevole rilevanza che consigliano una lettura in chiaroscuro. A fronte di questo quadro prevalentemente positivo, infatti, l’Istat sottolinea però che “la crescita dell’occupazione e del relativo tasso interessa soltanto gli ultracinquantenni”. Tra i 35-49enni, infatti, al tasso di occupazione stabile si associa un calo del numero degli occupati e tra i giovani diminuiscono entrambi gli indicatori. Su questa dinamica incidono sicuramente i fattori demografici che già da tempo hanno cominciato a condizionare fortemente il mercato del lavoro. Ma questa considerazione non rende meno preoccupante il dato di una diminuzione degli occupati tra i giovani, al contrario ne aumenta la gravità in quanto lo riconduce a una causa di tipo strutturale.
Stabile il tasso di disoccupazione. Nel terzo trimestre del 2023 il tasso di disoccupazione tra i 15 e i 74 anni resta stabile al 7,6% rispetto al trimestre precedente e diminuisce di 0,4 punti rispetto allo stesso periodo del 2022. I disoccupati nel periodo sono 1 milione 948mila con un aumento di 2mila unità sul trimestre precedente e un calo di 80mila unità sullo stesso periodo del 2022. Diminuiscono soprattutto gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-442mila). Nei dati provvisori del mese di ottobre 2023 si osserva, rispetto al mese precedente, la crescita degli occupati (+27 mila, +0,1%) e, soprattutto, dei disoccupati (+45 mila, +2,3%).
In aumento il costo del lavoro. Il costo del lavoro per Unità di lavoro dipendente (Ula) aumenta dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, per effetto della crescita delle retribuzioni (+1,0%) e della stabilità degli oneri sociali; su base tendenziale, la crescita del costo del lavoro è pari a 3,3%, a seguito dell’aumento della componente retributiva (+3,3%) e, seppur lievemente inferiore, di quello degli oneri sociali (+3,1%). La dinamica appena descritta è sostenuta, in particolare, dagli incrementi retributivi definiti nei contratti collettivi nazionali, che per il settore dell’industria mostrano i loro effetti in questo trimestre.

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