3 febbraio 2021 – Informazioni sul percorso di cura e su terapie innovative, un aiuto per il ritorno al lavoro e corsi di formazione per consentire l’inserimento dei pazienti nelle Reti Oncologiche Regionali. Sono alcuni degli obiettivi con cui nasce la Rete Oncologica dei Pazienti Italia (Ropi), lanciata da Fondazione Aiom, Associazione Vivere senza stomaco (si può), Associazione Onconauti e Associazione paziente oncologico Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Negrar. Il network, presentato in vista della Giornata mondiale contro il cancro che si celebra il 4 febbraio, mira a prendersi cura dei circa 4 milioni di italiani che hanno avuto la vita segnata da un tumore. “Sebbene da una parte assistiamo a un calo lieve ma continuo della mortalità – spiega Francesco Schittulli, presidente Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) – dall’altra l’incidenza continua a crescere e quest’anno saranno oltre 4 milioni gli italiani che avranno vissuto l’esperienza cancro. Si tratta di un esercito di malati che avranno bisogno, insieme ai loro familiari, di cure, supporto e assistenza”. Gli obiettivi della nuova rete, afferma Stefania Gori, presidente Ropi e presidente Fondazione Aiom, “sono quelli di supportare le associazioni e le loro istanze nei confronti delle Istituzioni nazionali e territoriali; di fornire informazione ‘certificata’, pianificare una ‘formazione specifica’ dei pazienti da inserire nelle Reti Oncologiche Regionali come nei gruppi di stesura dei protocolli clinici”. Tra i temi centrali anche il reinserimento sociale e la corretta alimentazione. “La malnutrizione – spiega Claudia Santangelo, presidente di Vivere senza stomaco (si può) – può influire sull’esito delle cure ma è sottovalutata. Il 9% dei malati alla prima diagnosi presenta uno stato di malnutrizione e il 40% ne è a rischio”. Il ruolo delle associazioni “deve diventare prioritario nel rapporto con le Istituzioni e nella collaborazione con le Società Scientifiche”, sottolinea Giordano Beretta, presidente Aiom,”anche per favorire il loro coinvolgimento nella gestione dei problemi che devono essere affrontati dai pazienti e dai loro caregiver”.