Roma, 8 settembre 2021 – Un marittimo è morto ieri poco dopo le 12 nel porto di Livorno durante le operazioni di disormeggio della nave sulla quale era imbarcato. Per cause ancora da accertare, due dei cavi che assicuravano a poppa la nave alla banchina e si sono improvvisamente spezzati: una delle funi ha colpito il marittimo prima ad un braccio, rompendogli un polso, e poi al torace. L’operaio di 54 anni è poi caduto di schiena sbattendo anche la nuca sul ponte di poppa. Il marittimo era imbarcato come marinaio a bordo della ‘Melingunis M’, nave cisterna per prodotti petroliferi e chimici battente bandiera italiana.
Nella mattinata di oggi,  un camionista che stava lavorando all’interno di un’azienda di Eia (Parma), è caduto da un’altezza di circa tre metri ed è finito a terra, procurandosi diverse lezioni in varie parti del corpo. Le sue condizioni sono gravi ma non è in pericolo di vita. Sul posto i carabinieri e gli ispettori della Medicina del Lavoro dell’Ausl che verificheranno il rispetto delle misure di sicurezza.