Muore di malaria contratta sul lavoro

3 gennaio 2024 – È morto a causa di una forma di malaria inizialmente scambiata per influenza Lorenzo Pagliari, 38enne specialista elettronico deceduto all’ospedale Maggiore di Cremona e sul quale la Procura della città lombarda ha aperto un’indagine. Un decesso catalogato come incidente mortale sul lavoro dato che l’uomo ha contratto la malattia in Camerun dove era stato per un’azienda come tecnico elettronico.
Pagliari, tecnico dell’Ocrim rientrato dall’Africa un paio di settimane prima di Natale, aveva iniziato a sentirsi male la vigilia di Natale. I medici, inclusi due specialisti chiamati dalla famiglia, avevano pensato a una forte influenza. La situazione è peggiorata e il 30 dicembre è stato ricoverato in terapia intensiva dove è morto a San Silvestro.
Migliorano invece le condizioni di un suo collega, anche lui affetto da malaria, che era stato ricoverato il 29 dicembre nel reparto di Malattie infettive.
“Mio figlio è tornato il 13 dicembre dal Camerun e stava bene – afferma la madre Cristina – A Natale ha iniziato ad avere un po’ di tosse e qualche malessere. Poi è arrivata anche la febbre e abbiamo deciso di fare il tampone Covid, che ha dato esito negativo”.
Curato con Tachipirina e Brufen, il giovane continuava a stare male, ma sottoposto a visita veniva curato per una normale influenza con antibiotici. Nessuno ha pensato di mettere in relazione quel malessere con il viaggio in Africa.
“Nei giorni seguenti la febbre continuava e abbiamo contattato una guardia medica, che ha confermato quanto detto dal primo dottore – continua Cristina – Ma Lorenzo continuava a peggiorare e, seppure sfebbrato, era disidratato. Poi si è aggiunta la dissenteria. Stava male. Sabato abbiamo deciso di chiamare il 112 ed è arrivata l’ambulanza. La situazione è precipitata. Ha avuto una crisi epilettica, non parlava più. Lo hanno caricato sull’ambulanza e durante il tragitto è entrato in uno stato di coma irreversibile”.
Solo a quel punto un infettivologo ha collegato il caso di Lorenzo a quello del collega che si trovava ricoverato da alcuni giorni agli infettivi per malaria. Ma ormai non c’era più niente da fare.
La madre del ragazzo non si dà pace sul fatto che il figlio non si sia sottoposto a profilassi “anche se per il Camerun è decisamente consigliata”. “Trovo sia una cosa assurda, inaccettabile che si muoia di malaria nel 2023 – conclude Cristina – Ho perso un figlio meraviglioso, splendido, solare, sempre disponibile. Amava il suo lavoro, aveva girato tutto il mondo. Aveva tanti amici. Era una stella che illuminava gli altri”.