Morti sul lavoro, Giordano: ritirare norme inapplicabili

Roma, 12 aprile 2024 – “Parlare di cultura della sicurezza è ormai diffuso, al punto da rischiare di diventare un cliché. Più difficilmente, e meno molto frequentemente, avviene che vengano avanzate e, soprattutto, realizzate soluzioni efficaci. Di fronte alla strage permanente di lavoratori sono necessarie coscienza, competenza e coraggio. Coscienza della vastità della tragedia, competenza per elaborare soluzioni e coraggio di applicarle e di fare delle scelte come, ad esempio, il ritiro della norma sulla patente a punti (inapplicabile per i prossimi 7/8 anni) o di quella che rende immuni da ispezioni per un anno i datori di lavoro. Norme come queste illudono chi lavora, non aumentano la sicurezza, ma solo il peso della burocrazia. Per eludere queste norme è sufficiente un colpo di penna, cambiare ragione sociale o rappresentante legale. Le norme, quando inutili, finiscono per essere anche dannose perché inefficaci. L’Italia ha bisogno di applicare le norme per proteggere la vita, non di bandierine da mettere sulle bare di chi la vita la perde sul lavoro”.
Così Bruno Giordano, magistrato presso la Corte di cassazione, che ieri ha partecipato al seminario sull’emergenza sicurezza, di AREL, Agenzia di ricerca e legislazione diretta da Tiziano Treu.