Roma, 30 settembre 2021 – Le ultime 48 ore sono state tragiche sul fronte degli incidenti sul lavoro. Ben 11 morti in tutta Italia. In apertura della conferenza stampa con cui è stata annunciata la Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza, il Premier Draghi ha dedicato una riflessione a quanto accaduto, leggendo nome, cognome ed età delle vittime ed esprimendo “il più sentito cordoglio” suo e del governo. “La questione delle morti sul lavoro assume sempre più i contorni di una strage che funesta l’ambiente economico e psicologico del Paese”, ribadisce Draghi. E il premier annuncia, già per la prossima settimana, un provvedimento che interverrà su tempistica e severità delle pene per i responsabili. “Pene più severe e immediate e collaborazione all’interno dell’azienda per individuare precocemente le debolezze in tema di sicurezza lavoro”, è l’ipotesi individuata dal Presidente del Consiglio per le prime norme da mettere in campo. 
Nelle stesse ore anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando si sofferma sulle iniziative da intraprendere per arrestare l’escalation di morti. Le norme prevedranno “sanzioni più tempestive per imprese che non rispettano le regole, possibilità di raccogliere più facilmente i dati per chi compie violazioni all’interno del tessuto economico” e il “potenziamento delle strutture di controllo”, spiega Orlando. Su quest’ultimo punto il Ministro esclude l’istituzione di un organismo unico sottolineando la necessità di un potenziamento delle competenze e dell’organico dell’Ispettorato del Lavoro e di una verifica più capillare del funzionamento degli uffici delle Asl. “Purtroppo, i diversi tagli che si sono succeduti, hanno portato ad un forte ridimensionamento degli organici”, sottolinea. Il governo, nei mesi scorsi, si è già mobilitato, sbloccando un concorso per oltre duemila nuove risorse all’Ispettorato del Lavoro (800 saranno in servizio entro il 2021) e nominando il magistrato Bruno Giordano (che per anni si è occupato di caporalato) a capo dell’organismo. Ma gli stessi Draghi e Orlando ribadiscono che serviranno anche interventi di lungo periodo e un piano di carattere più complessivo.