Morte operaio Morricella: condannati tre ex dirigenti Ilva

1 marzo 2024 – Tre condanne e tre assoluzioni: è stato questo il verdetto con cui ieri si è concluso in primo grado presso il Tribunale di Taranto il processo per la tragica morte dell’operaio dell’ex llva Alessandro Morricella, ucciso da una fiammata mentre era al lavoro sull’altoforno due dello stabilimento nel giugno del 2015.
Il Giudice, Dott.ssa Federica Furio, ha infatti condannato a sei anni di reclusione Ruggiero Cola, all’epoca direttore dello stabilimento siderurgico, a 5 anni di reclusione Vito Vitale, all’epoca numero uno dell’Area ghisa e il Capo area Salvatore Rizzo.
“Siamo soddisfatti per questa sentenza che conferma la correttezza dell’impegno e dell’operato della nostra associazione nella sua opera di sensibilizzazione sul problema della prevenzione degli infortuni sul lavoro anche all’interno delle aule di Tribunale. Nessun verdetto potrà mai restituire il giovane Alessandro all’affetto dei suoi cari, ma la sua perdita deve servire come monito alla magistratura per punire severamente tutti coloro che non rispettano le regole e non investono in sicurezza sacrificando sull’altare del profitto i lavoratori – ha commentato il Vicepresidente Nazionale ANMIL, Emidio Deandri”.
I tre condannati sono stati anche interdetti dai pubblici uffici per 5 anni e dovranno risarcire le parti civili costituite in giudizio tra cui l’Anmil, assistita dall’Avv. Maria Luigia Tritto che da anni collabora con l’Associazione per portare avanti queste battaglie e alla quale va il nostro plauso. Assolti invece Massimo Rosini, ex direttore generale di Ilva spa; il capo turno di Morricella, Saverio Campidoglio; e il tecnico del campo di colata, Domenico Catucci. Per conoscere le motivazioni della decisione bisognerà attendere 90 giorni.