Roma, 13 maggio – I consulenti tecnici nominati dalla Procura di Prato sono al lavoro nell’azienda tessile di Oste di Montemurlo (Prato) dove il 3 maggio scorso ha perso la vita Luana D’Orazio, 22 anni, mamma di un bambino di 5, trascinata nel macchinario, un orditoio, al quale era addetta. Proprio il macchinario è sotto la lente d’ingrandimento dei periti, chiamati a redigere la perizia tecnica su mandato della procura di Prato.
Nella piccola fabbrica sono impegnate, per le operazioni peritali, circa 20 persone. Oltre all’ingegnere incaricato dal pm titolare delle indagini, partecipano una squadra di vigili del fuoco, personale dell’Asl Toscana centro e i consulenti tecnici delle parti: la famiglia della giovane operaia e i due indagati per omicidio colposo e rimozione e omissione dolosa delle cautele antinfortunistiche, ovvero la titolare della ditta Luana  Coppini, 57 anni, e Mario Cusimano, 58, tecnico manutentore del macchinario, esterno alla ditta.
Il consulente della procura, eseguirà l’esame non solo sull’orditoio che ha ucciso Luana ma anche sull’altro macchinario del tutto simile sequestrato all’interno della ditta che servirà proprio per compiere una comparazione.
Il tecnico è chiamato a rispondere a vari quesiti posti dalla procura, il principale dei quali è se i sistemi di sicurezza dell’orditoio siano stati manipolati per velocizzare la produzione. Durante le operazioni peritali l’attività della fabbrica è andata avanti senza sospensioni.