Roma, 21 aprile 2020 – Tante le iniziative delle aziende italiane leader mondiali nel settore della moda e del tessile che, in risposta all’emergenza #Coronavirus, hanno convertito la loro produzione alla fabbricazione di mascherine e donato ventilatori e materiale medico a sostegno del sistema sanitario nazionale. “Un vero esempio di solidarietà e responsabilità sociale”, afferma l’ambasciatrice Mariangela Zappia, rappresentante permanente all’Onu. Zappia, parlando alla due giorni di conversazioni virtuali lanciata dalla piattaforma internazionale Fahinnovation sul tema della sostenibilità della moda a fronte della pandemia, ha fornito una prospettiva sulle capacità di adattamento e reazione della filiera di settore tricolore.
“In queste difficili settimane gli italiani stanno mostrando eccezionale resilienza, senso del sacrificio e responsabilità”, ha detto. Il settore del fashion non fa eccezione: “La filiera produttiva tessile e moda attinge le sue radici nell’eccellenza del made in Italy. Qualità, conoscenza, creatività, legame con il territorio e il tessuto sociale sono i tratti distintivi di questo ecosistema, da sempre all’avanguardia nell’integrare tradizione, #innovazione e #sostenibilità quali fattori di sviluppo nelle strategie di business, dai grandi marchi del lusso alle piccole e medie imprese”. “La crisi che stiamo affrontando offre anche importanti opportunità per rivedere modelli di produzione e consumo, allineandoli agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 – ha proseguito – L’approccio pionieristico delle aziende italiane ai temi della sostenibilità e dell’economia circolare consentirà loro di essere ben posizionate nella fase di ripresa. L’impegno del tessuto produttivo, così come la diffusione di standard di consumo etico, saranno cruciali per orientare la ripresa verso minori sprechi e maggiore sostenibilità”.