Moby Prince, ok della Camera alla commissione di inchiesta

18 ottobre 2023 – La Camera ha dato il via libera all’istituzione di una nuova commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro della nave “Moby Prince”. I voti a favore sono stati 282, con nessun contrario e tre astenuti. La commissione, composta da venti deputati, procederà adesso alle indagini e alle verifiche del caso disponendo degli stessi poteri e limitazioni dell’autorità giudiziaria. Si tratta della terza commissione a essere istituita sul disastro avvenuto la sera del 10 aprile 1991, quando il traghetto “Moby Prince” entrò in collisione con la petroliera “Agip Abruzzo” nella rada del porto di Livorno. L’impatto generò un enorme incendio alimentato dal greggio fuoriuscito dalla petroliera e le fiamme che avvolsero il traghetto provocarono la morte di tutte le 140 persone che si trovavano a bordo, tra passeggeri ed equipaggio. L’unico sopravvissuto fu il giovane mozzo Alessio Bertrand.
La commissione – che riprenderà le indagini condotte dalla precedente e interrotti dalla caduta del governo – dovrà adesso accertare eventuali e ulteriori responsabilità relative al disastro, ma anche valutare nuovi elementi che possano integrare i fatti conosciuti fino ad ora. Tra i fatti al vaglio la totalità delle circostanze in cui si verificò la collisione, le comunicazioni radio intercorse nei giorni precedenti e successivi al disastro, i tracciati radar e le rilevazioni satellitari nel tratto di mare intorno al porto di Livorno. Si tratta di un groviglio intricato di fattori che comprendono la possibilità di condotte omissive che possono avere ostacolato o ritardato l’accertamento delle responsabilità, l’esame delle procedure di intervento in mare e la verifica dei motivi del mancato coordinamento nella gestione dei soccorsi.
Soddisfazione è stata espressa in una nota dai familiari delle vittime. “Ci auguriamo che la nuova commissione di inchiesta sia al più presto operativa in modo da completare il lavoro fatto fin qui nelle scorse legislature e mettere così la parola fine su questa tragica vicenda – si legge nel comunicato – Per noi familiari sono stati 32 anni di sofferenze, rabbia e frustrazioni, ma adesso si tratta di mettere la parola fine su quanto accaduto la sera del 10 aprile 1991. Abbiamo lottato, per molti anni da soli, per arrivare a questo punto e non intendiamo fermarci adesso”.