Ministro Orlando: combattere la violenza nei luoghi di lavoro

Roma, 26 luglio 2021 – “Il fenomeno della violenza nei luoghi di lavoro pone in rilievo diritti e principi di rango costituzionale e diritti inviolabili dell’uomo anche nell’ambito delle formazioni sociali: il diritto alla salute e all’integrità psicofisica, il rispetto della libertà e della dignità umana nell’ambito dell’iniziativa economica. Inoltre, è ormai unanimemente riconosciuto che tali fenomeni, oltre alle sofferenze e al disagio a carico della vittima e del suo nucleo familiare, generano ingenti costi diretti e indiretti che si traducono in criticità anche nell’ambito degli ambienti lavorativi”. Con queste parole il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando ha affrontato il tema del mobbing, rispondendo in Senato ad una interrogazione che prende le mosse dalla vicenda di Sara Pedri, la giovane Ginecologa scomparsa lo scorso marzo, si ipotizza, a seguito di situazioni di forte disagio vissute nell’ambiente lavorativo.
Per contrastare questi fenomeni, ha spiegato il Ministro, “è stato dato un forte impulso sul piano normativo con l’entrata in vigore della legge n. 4 del 2021, di ratifica della convenzione ILO n. 190, al fine di introdurre una tutela adeguata nel nostro ordinamento in aderenza agli standard di prevenzione e protezione contenuti nella disciplina internazionale. A tale riguardo credo che sia importante segnalare che la convenzione stabilisce, tra gli altri, l’obbligo di adottare misure volte a conferire poteri più incisivi agli ispettorati del lavoro e ad attribuire il potere di adottare, ove necessario, misure immediatamente esecutive”.
Con riferimento alla tutela del lavoratore e ad eventuali ritorsioni in ambito lavorativo, il Ministro segnala che è in corso, congiuntamente con il Ministero della giustizia e con altre Amministrazioni coinvolte, il recepimento della direttiva europea n. 1937 del 2019, con il preciso scopo di assicurare un’adeguata tutela ai lavoratori che decidono di denunciare irregolarità e illeciti di cui siano venuti a conoscenza nel proprio luogo di lavoro. Condivide quindi l’opportunità di valutare l’iniziativa legislativa ad hoc che integri le forme di tutela finora garantite in massima parte per via giurisprudenziale, al fine di uniformare la definizione della fattispecie del mobbing, ampliare la conoscenza del fenomeno, anche in relazione agli aspetti di organizzazione del lavoro, potenziare le politiche di prevenzione ed introdurre misure più efficaci di contrasto.
“Si tratta – precisa Orlando – di interventi che necessitano comunque di una strategia comune in materia di tutela di diritti, di salute e di sicurezza del lavoro. Occorre altresì potenziare percorsi già avviati con le parti sociali e con il consigliere di parità per l’attuazione degli impegni assunti nel contesto dell’accordo siglato nel 2016 tra Confindustria, CGIL, CISL e UIL, il quale recepisce l’accordo quadro sulle molestie e la violenza sui luoghi di lavoro raggiunto a livello europeo. Le parti sociali rappresentano infatti anche in quest’ambito uno snodo fondamentale per favorire la realizzazione di cambiamenti positivi sul posto di lavoro, per proteggere i lavoratori e adottare azioni e progetti che possano prevenire le condizioni generatrici di violenza. Sono pertanto disponibile ad attivare un percorso di confronto tecnico anche con le altre amministrazioni interessate, a partire da salute e giustizia, e ovviamente offrire piena disponibilità al confronto anche rispetto ad eventuali iniziative legislative cui il Parlamento intenda dare corso” ha concluso il Ministro.