Min. Cartabia: “Servono tempi ragionevoli nei processi”

Roma, 19 gennaio 2022 – Nel corso della mattinata di oggi, la Ministra Marta Cartabia, ha illustrato in aula al Senato la sua Relazione sull’amministrazione della giustizia, ponendo l’accento sulla necessità di interventi diretti a ridurre i tempi processuali.
Sulla questione della durata dei processi la Ministra ha citato una lettera ricevuta a marzo dello scorso anno, poco dopo il suo insediamento: la lettera di una donna anziana, madre di un giovane morto per un incidente sul lavoro, che evidenziava le difficoltà nella celebrazione del processo e esprimeva la speranza di ricevere giustizia per il figlio prima di morire. “La storia di questa anziana madre è una storia paradigmatica e dà voce a tanti altri cittadini, vittime e imputati. E anche a tanti imprenditori e lavoratori”.
Processi irragionevolmente lunghi rappresentano un vulnus per tutti». Per questo – prosegue la Ministra –“l’azione del Ministero della giustizia è stata orientata con determinazione verso un obiettivo che ho ritenuto cruciale: riportare i tempi della giustizia entro limiti di ragionevolezza come prevede la Costituzione e l’UE”.
Per la Cartabia, dunque, i processi troppo lunghi sono una sconfitta per tutti. “Per gli indagati e per gli imputati, che subiscono oltre il necessario la “pena del processo” e il connesso effetto di stigmatizzazione sociale. Per i condannati, che si trovano a dover eseguire una pena a distanza di tempo, quando ben possono essere – e per lo più sono – persone diverse da quelle che hanno commesso il reato. Per gli innocenti, che hanno ingiustamente subito oltre misura il peso di un processo che può aver distrutto relazioni personali e professionali. E soprattutto per le vittime e per la società, che non ottengono in tempi ragionevoli un accertamento di fatti ed eventuali responsabilità, come è doveroso in un sistema di giustizia che aspiri ad assicurare la necessaria coesione sociale”.
“L’obiettivo in cinque anni è l’abbattimento del 40 per cento dei tempi medi di durata dei processi civili e del 25 per cento dei processi penali, dichiara la Ministra. “Gli obiettivi della riduzione dei tempi dei processi non si conseguiranno d’un tratto. Ne siamo tutti consapevoli. Abbiamo posto le basi e avviato un processo virtuoso, ma il suo completamento richiederà tempo. Sarà un processo graduale, che dovrà essere accompagnato da una costante rilevazione dell’andamento dei tempi di ciascun ufficio giudiziario in modo da poter intervenire tempestivamente per rispondere con risorse più adeguate a esigenze emergenti, per rimuovere ostacoli imprevisti e per affrontare tanti problemi che, realisticamente, non mancheranno”.
“C’è carenza di spazi adeguati e risorse umane. I grandi e nobili principi costituzionali e europei hanno bisogno di solido realismo e di pragmatica concretezza per non ridursi a vuota retorica. I grandi principi hanno bisogno di risorse, spazi, strumenti informatici funzionanti e edifici agibili. Sembrano cose scontare ma non lo sono nel nostro sistema attuale. Il ministero sta agendo in questo senso in continuità con l’operato del ministero precedente. Spettano al Ministero l’organizzazione e il mantenimento dei servizi per la giustizia” ha aggiunto Marta Cartabia.

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