FNOMCeO: “Soccorso sia con medico e infermiere”

28 marzo 2022 – La scorsa domenica, 27 marzo, è stato il trentennale del 118. Le celebrazioni hanno visto eventi e discussioni che si sono svolte sull’intero territorio nazionale per tutta la scorsa settimana. “Il 118 è l’ospedale che va a casa del paziente. Ed è per questo che anche noi, come Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, chiediamo e crediamo che il mezzo di soccorso avanzato debba essere costituito da un medico e un infermiere insieme: perché proprio le due professionalità che lavorano in simbiosi possono davvero dare quella sinergia di competenze che serve nei momenti più difficili della propria vita”, queste le parole del Segretario FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) Roberto Monaco, che aggiunge: “In emergenza, davanti a un problema serio di salute si parla della ‘golden hour’, l’ora d’oro: ecco, quell’ora è cruciale per la vita futura del paziente. Bisogna assicurargli quindi le cure necessarie a cambiare completamente il suo destino. In alcuni casi, come nell’arresto cardiaco, ogni minuto è fondamentale”.
Il Segretario FNMOCeO ha concluso: “Il 118 è dunque il punto di unione fra il territorio e l’ospedale, quel punto oscuro, quella zona d’ombra dove fino a 30 anni fa non si poteva dare risposta. Oggi, finalmente, c’è una risposta sanitaria per quei cittadini che necessitano di un momento di cure in emergenza – urgenza e che devono essere trasportati e condotti al pronto soccorso, oppure curati a casa, da professionisti validati e validi”.
Di fondamentale importanza, per Roberto Monaco è “garantire qualità e dignità ai professionisti e fare in modo che tutti i precari che ci sono nel 118 e soprattutto nel mondo convenzionato possano essere stabilizzati, assunti a tempo indeterminato o nella dipendenza. Bisogna dar loro una serenità a livello lavorativo: i medici che lavorano nel 118 sono professionisti di grande valore culturale, professionale e umano e non possono essere dimenticati”.

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