Marcinelle: Rocco aveva 19 anni, identificato dopo 68 anni

Roma, 28 marzo 2024 –La tragedia di Marcinelle, che si è consumata il lontano 8 agosto 1956 nella miniera di Bois du Caziers, nel cuore del Belgio, ha segnato una delle pagine più buie nella storia dell’industria mineraria europea e dell’emigrazione italiana del dopoguerra. Quel giorno, un disastro senza precedenti si abbatté sulla comunità di lavoratori della miniera, causando la morte di 262 persone, intrappolate a mille metri sotto terra a causa di un incendio scatenato da un guasto. Tra le vittime, una considerevole percentuale era costituita da emigranti italiani, 136 dei quali provenivano dalla regione Abruzzo, creando una ferita profonda nelle comunità di origine, in particolare nei piccoli paesi da cui molti di essi erano partiti alla ricerca di un futuro migliore.
Per decenni, la memoria di questa tragedia è stata accompagnata dal dolore aggiuntivo dell’anonimato di 14 delle vittime, i cui nomi non erano stati associati ai resti recuperati dai soccorritori. Questo gruppo di non identificati rappresentava una questione irrisolta, un vuoto nelle storie familiari delle comunità da cui provenivano, lasciando i parenti senza un luogo preciso dove piangere i loro cari.
L’importanza del ricordo e della giustizia per le vittime e le loro famiglie ha portato, nel 2018, all’avvio di un progetto di ricerca scientifica di grande rilevanza. Su iniziativa dei familiari di una delle vittime, Francesco Cicora, e grazie all’impegno dell’Institut National Criminalistique et de Criminologie (INCC) del Belgio, è stata intrapresa un’analisi del DNA mirata all’identificazione dei 14 lavoratori ancora senza nome. Questo sforzo rappresentava una speranza per molte famiglie di poter finalmente assegnare un nome e una storia ai resti dei loro cari, restituendo dignità a coloro che erano stati strappati alla vita in modo così tragico.
Di recente, questo lungo e complesso lavoro ha portato all’identificazione di Rocco Ceccomancini, uno dei giovani lavoratori che non aveva superato i 19 anni di età, originario di Turrivalignani, nella provincia di Pescara. La conferma della sua identità è stata possibile grazie al confronto con il DNA fornito dai parenti, un traguardo che segue il riconoscimento di altre due vittime precedentemente identificate: Oscar Pellegrims e Dante Di Quilio.
L’identificazione di Rocco non solo chiude un capitolo della lunga storia di dolore legata alla tragedia di Marcinelle ma apre anche una via per il processo di guarigione delle famiglie che, per decenni, hanno atteso risposte. Inoltre, mette in luce l’importanza della tecnologia e della scienza forense nella risoluzione di casi che sembravano destinati a rimanere irrisolti, offrendo un tributo alla memoria dei lavoratori che hanno perso la vita in quella fatidica giornata.
La tragedia di Marcinelle rimane un monito per le future generazioni sul valore della sicurezza sul lavoro e sulla necessità di proteggere i diritti dei lavoratori, specialmente quelli emigranti, che spesso si trovano a fronteggiare le condizioni più pericolose e precarie in cerca di un futuro migliore lontano dalla loro terra natale. Con ogni vittima che viene identificata, non solo si fa luce su un pezzo di storia dimenticata, ma si rende anche omaggio alla lotta e ai sogni di coloro che hanno lasciato la loro vita nelle profondità della terra.