Roma, 4 maggio – Secondo quanto riportato nella banca dati statistica dell’INAIL, nel quinquennio 2014 – 2018 le malattie respiratorie sono state pari a poco più del 5% delle tecnopatie e risultano al quarto posto dopo le malattie del sistema muscoloscheletrico, le malattie del sistema nervoso e le malattie dell’orecchio ipoacusia da rumore). Se si considerano gli esiti, le malattie respiratorie rispetto alle muscoloscheletriche e alle ipoacusie determinano un grado più alto di menomazione e causano un numero maggiore di decessi per malattia professionale. Un recente documento del sistema di sorveglianza delle malattie professionali Malprof, dal titolo “Le malattie professionali dell’apparato respiratorio – Scheda 5”, a cura di G. Campo, A. Pizzuti, A. Papale e G. Piga (Inail, Dimeila), P. Ravalli (Spresal Asp Ragusa) e Casagrande (Azienda sanitaria dell’Alto Adige) fornisce una “panoramica dei dati disponibili sulle malattie respiratorie da lavoro partendo dagli archivi INAIL delle denunce e indennizzi e utilizzando le informazioni fornite dal sistema Malprof”.
Secondo gli autori l’insieme degli aspetti evidenziati “dovrebbe indurre i settori produttivi più associati alle malattie professionali respiratorie ad una riflessione sulla necessità di contribuire tutti per il raggiungimento di uno stesso obiettivo, vale a dire l’adozione di sistemi integrati per assicurare una buona qualità e un sufficiente numero di interventi deputati al controllo dell’esposizione ai fattori di rischio professionali che causano le malattie respiratorie”. Chi lo desidera può consultare il documento sul sito istituzionale dell’INAIL attraverso il link https://www.inail.it/cs/internet/docs/all-classi-mp-report-malprof.pdf?section.