Roma, 20 luglio 2021 – È dei giorni scorsi la notizia che la CGIL ha reso nota la pronuncia della Corte d’Appello di Firenze, risalente allo scorso 21 maggio, che ha riconosciuto una grande vittoria all’Inca-Cgil della provincia di Lucca e ai lavoratori, accertando per la prima volta l’esistenza di una malattia ematica causata dall’esposizione alle onde elettromagnetiche.
La vicenda riguarda il caso di un ex operaio dell’ENEL che si è rivolto al Patronato Inca CGIL al fine di vedersi riconosciuta quella che reputava una malattia causata dal suo precedente lavoro, ossia un mieloma multiplo micromolecolare secondo lui derivato dall’esposizione a onde e campi elettromagnetici generati dai piloni dell’alta tensione.
È stata così promossa un’azione giudiziaria dinanzi al Tribunale di Lucca. In tale sede la causa è stata unita a quella delle vedove di due colleghi che come lui avevano lavorato per buona parte della vita per l’Enel, e che nel frattempo erano deceduti per malattie analoghe.
L’INAIL ha però continuato a contestare le pretese delle parti offese e, nonostante due perizie (una ambientale e l’altra scientifica) favorevoli agli argomenti dei tre lavoratori, il Tribunale ha rigettato la domanda basandosi su una terza perizia (medico legale) negativa.
A questo punto, si è deciso di portare la causa davanti alla Corte d’Appello di Firenze che, di fronte alla documentazione depositata e soprattutto alla luce delle perizie, sia ambientale che scientifica, precedentemente ignorate, ha dato per assodata la sussistenza del nesso causale.
In particolare, la Corte ha incaricato un nuovo consulente tecnico di valutare l’entità dei danni riportati dai tre operai, il quale ha riconosciuto la sussistenza delle malattie professionali denunciate. Da ciò la decisione dei Giudici di riconoscere la sussistenza di una malattia ematica legata alle onde elettromagnetiche e di conseguenza condannare l’Inail a corrispondere alle vittime di questa patologia un indennizzo proporzionato al grado di menomazione, pari all’85% degli arretrati oltre al diritto alla rendita ai superstiti riconosciuto al coniuge.

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