Veronica Tulli, in arte Lulù Rimmel è una giovane cantautrice 31enne dalla voce particolare e dalla cadenza leggermente romana. Con il suo compagno Guido Maurizio Doria ha creato il duo Pancake Drawer che nell’aprile del 2020, in pieno lockdown, ha lanciato un EP su spotify e a breve si attende l’uscita del secondo “Io suono e canto l’ukulele”. Il nome è una quotazione dalla serie TV Scrubs “Tutti dovrebbero avere un cassetto dove tenere i pancakes, altro che cassetto delle posate”. Ascoltandoli, ci si dimentica facilmente della disabilità di Veronica, affetta fin dalla nascita da osteogenesi imperfetta, detta anche sindrome delle ossa di vetro, una malattia di origine genetica caratterizzata da un aumento della fragilità scheletrica, una diminuzione della massa ossea e una maggiore esposizione alle fratture ossee di gravità variabile.
La cantautrice racconta di essersi dovuta sistemare, durante gli spettacoli prima dello scoppio della pandemia, nella Bottega degli Artisti ogni sera in un punto differente del locale, lasciata volutamente come una bambola dimenticata su un piano in un angolo della stanza. Era un modo di cogliere di sorpresa il pubblico quando le luci si affievolivano e Lulu Rimmel iniziava a cantare.
La disabilità non è stato un ostacolo per Veronica “Ho trovato meno discriminazione nel mondo dello spettacolo – racconta – che in quello della disabilità: quando chiedi a un gestore di pub di poter fare una serata, questo ascolta i tuoi brani e se hai talento ti chiama. Nell’ambito della disabilità, troppo spesso lo spazio ti viene offerto solo per pietismo”.
Sulla vicenda umana di Veronica Tulli è stato girato il docufilm “Cuore di bambola” diretto dal regista Antonio Di Domenico e presentato nel 2019 al Giffoni Film Festival.

 

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