Luciano (CIV INAIL): miglioramento prestazioni, ampliamento platea assicurativa, Welfare e autonomia

Roma, 22 novembre 2021 – Lo scorso 18 novembre è stato presentato il Rapporto di fine Consiliatura del CIV INAIL, che chiude il mandato iniziato a fine 2017. Quattro anni di lavoro, riassunti nella Relazione del Presidente del CIV, Giovanni Luciano, che ne ripercorre le tappe fondamentali, i risultati raggiunti e quelli ancora da realizzare. Un lavoro intenso, segnato dallo scoppio improvviso della pandemia che ha modificato profondamente il mondo del lavoro e la società e ha portato anche l’INAIL a doversi confrontare con un’emergenza a cui nessuno era preparato, con grande capacità di adattamento. 
La Relazione del Presidente Luciano si apre con un’importante sottolineatura, che l’ANMIL non può che condividere: è ormai consolidato che ogni anno l’Istituto produca notevoli avanzi di gestione, una tendenza confermata anche nel corso dell’ultima Consiliatura. Le somme non utilizzate dall’INAIL restano depositate nella Tesoreria Centrale dello Stato (senza fruttare interessi); la liquidità giacente alla data del 31 dicembre 2020, come si legge nella Relazione, ammontava a circa 33 miliardi e 339 milioni di euro. Un volume di accantonamenti giudicato dallo stesso Presidente del CIV eccessivo, a fronte del quale si dovrà cercare una maggiore equità tra tariffe e prestazioni, al momento non ancora raggiunta. 
Migliorare le prestazioni economiche, nell’ambito di una situazione finanziaria che lo permetterebbe, è l’eredità che questo CIV intende lasciare alla prossima consiliatura.
La Relazione del Presidente evidenzia poi un ulteriore problema: la difficoltà generalizzata, riscontrata in questi anni, a spendere le risorse preventivate a sostegno dei programmi contenuti nelle missioni del bilancio. Emblematico, sottolinea Luciano, è il caso del reinserimento lavorativo “uno strumento formidabile di recupero dell’infortunato e/o del tecnopatico, praticamente inutilizzato”. 
Il CIV si è occupato molto di questo tema nel corso dell’ultimo quadriennio, fino a quando, nella legge di bilancio del 2019, è stata approvata una norma che ha facilitato le possibilità di accesso al reinserimento lavorativo e sono state riviste e semplificate le procedure regolamentari dell’Istituto. Nonostante questi interventi e numerose campagne promozionali, complice anche il Covid, il numero di progetti realizzati non è ancora quello che ci si sarebbe aspettati.
Anche negli ambiti delle molte attività che l’INAIL svolge a sostegno della prevenzione le risorse disponibili restano solo parzialmente utilizzate – evidenzia Luciano – e serve una presa di coscienza di Governo, Parlamento e Parti sociali del fatto che una parte delle risorse economiche che l’INAIL non spende è giusto che vengano investite in maggiore sostegno alla prevenzione”.
Un altro tema sul quale si sofferma la relazione del Presidente Luciano è quello dell’allargamento delle categorie di lavoratori non ancora assicurabili con l’INAIL. “Sono almeno tre milioni i lavoratori esclusi – ha precisato Luciano – perché la loro attività non rientra in quelle previste dal Testo unico per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, una normativa che risale al 1965, nata per regolare il mondo del lavoro nella società italiana dell’epoca. Dopo 56 anni ci si dovrebbe porre il problema di adeguarla”. “Le aree ancora scoperte – ha aggiunto il Presidente del CIV  – sono molteplici e vanno da coloro che hanno un apposito trattamento specifico o alternativo, come i Vigili del Fuoco o il personale di volo dell’aviazione civile, a quelli che non hanno assolutamente alcun trattamento. Anche per i medici libero professionisti convenzionati, morti per infezione da Covid-19, ci si è accorti che non vi era rendita indennizzante l’infortunio ai superstiti”.
Un elogio è andato all’operato del Centro Protesi di Budrio, che si appresta a festeggiare il 60° anniversario della sua fondazione. “Ha storia e grande fama nel settore dell’assistenza protesica e della connessa riabilitazione e si sta sempre più espandendo nelle altre regioni con le sue filiali e i suoi centri – ha sottolineato Luciano – che ha ribadito anche l’auspicio di arrivare nel prossimo futuro alla creazione di centri specializzati anche per i malati professionali, che hanno diritto di ricevere un livello integrativo di assistenza pari a quello riservato agli infortunati sul lavoro”.
Dietro ogni questione irrisolta resta il nodo dell’autonomia gestionale dell’INAIL, principale argomento delle conclusioni della Relazione. “Bisogna insistere – afferma Luciano – affinché l’utilizzo delle risorse privilegi lo scopo sociale dell’Istituto. Il Prossimo CIV e il CdA – conclude Luciano – dovranno insistere per ottenere il risultato che questa Consiliatura e altre prima di questa non hanno potuto conseguire: un INAIL più votato al welfare e alla prevenzione e meno alla finanza”.
I temi illustrati dal Presidente Luciano nella sua relazione sono stati poi ulteriormente approfonditi nelle relazioni dei presidenti delle quattro Commissioni del CIV – Barbara Gatto (Politiche previdenziali e della tutela della salute), Enrico Matteo Ponti (Politiche per la prevenzione e la ricerca), Bruno Adinolfi (Politiche per l’organizzazione) e Pierangelo Albini (Politiche per il bilancio e il patrimonio) – che hanno preceduto gli interventi di Susy Matrisciano, presidente della Commissione Lavoro del Senato, Romina Mura, presidente dell’XI Commissione (lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati, Giuseppe Mazzetti, direttore generale facente funzioni dell’Inail, e Franco Bettoni, presidente dell’Istituto, che a nome del Consiglio di amministrazione, insediato nel 2020 dopo il cambio della governance degli enti previdenziali, ha espresso apprezzamento per le priorità indicate dal Civ, tra cui la richiesta del miglioramento delle prestazioni e l’ampliamento della platea degli assicurati. 
“Insieme al prossimo Consiglio di indirizzo e vigilanza – ha assicurato Bettoni – continueremo a insistere su questi temi e a fare lavoro di squadra per implementare la missione sociale dell’Istituto su tutto il territorio”.  
“L’Inail – ha aggiunto il direttore generale f.f. Giuseppe Mazzetti – negli ultimi anni ha saputo promuovere politiche di crescita e nella gestione dell’emergenza Covid ha ricoperto un ruolo fondamentale nel Comitato tecnico scientifico e attivato percorsi innovativi di riabilitazione di tipo multiassiale per chi ha subito conseguenze di lungo periodo. Per la ripresa in sicurezza del sistema Paese il ruolo dell’Istituto continuerà a essere determinante”.
Presente anche il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando che nell’intervento conclusivo della giornata, ha riconosciuto la centralità del ruolo svolto dall’Inail per la gestione della pandemia. Per il ministro sono anche maturi i tempi “per una completa socializzazione del rischio e dell’universalità della copertura assicurativa dell’Inail: bisognerà intervenire per rimuovere l’asimmetria tra il testo unico sulla sicurezza, che riconosce come destinatari e vittime tutti coloro che lavorano, subordinati e autonomi, e quello sulle tutele Inail, che non riconosce come soggetti da proteggere tutti i lavoratori, non solo gli autonomi ma nemmeno tutti i subordinati, e lascia scoperti troppi infortuni e troppi lavoratori che presentano danni di lieve entità”.
In linea con gli auspici del presidente del CIV, secondo Orlando, andrebbe perciò valutata una riforma che preveda l’abolizione della cosiddetta franchigia e la revisione della tabella delle menomazioni, insieme a iniziative di tutela e di ricollocamento mirato per i lavoratori che hanno subito danni di lieve entità
Il ministro ha anche annunciato l’intenzione di proporre “un pacchetto di emendamenti alla legge di bilancio per intervenire in maniera puntuale su alcuni meccanismi di funzionamento che riguardano l’Inail e la salute e sicurezza sul lavoro, che non hanno costi particolari”.
L’auspicio dell’ANMIL è che il prossimo CIV sia attento a queste importanti indicazioni: “Bisogna fare tesoro del lavoro svolto in questi 4 anni dal Presidente Giovanni Luciano cui va la mia massima stima per quanto ha fatto – dichiara il Presidente dell’ANMIL Zoello Forni – e confidiamo che possano trovare spazio anche le proposte rivendicative avanzate dall’Associazione, peraltro già trasmesse al ministro del lavoro e condivise, sotto forma di emendamenti alla legge di bilancio, con molti parlamentari e sottosegretari vicini alla nostra categoria e alle nostre battaglie, per restituire dignità alle vittime del lavoro e alle loro famiglie, prevedendo una revisione dell’attuale tutela, anacronistica e iniqua”.