Long-Covid, l’Inail garantisce assistenza e riabilitazione

Roma, 19 marzo 2021 – L’Inail è pronto a garantire ai lavoratori contagiati sul lavoro dal Covid e con postumi di lungo periodo assistenza e riabilitazione. Lo fa sapere l’Istituto affermando che stipulerà “convenzioni con strutture sanitarie su tutto il territorio nazionale per garantire un’assistenza tempestiva ai lavoratori contagiati che soffrono di postumi di lungo periodo”. L’assistenza sarà data solo ai lavoratori protetti dall’Inail e quindi non ai medici di famiglia, i farmacisti non dipendenti e le partite Iva o alle persone contagiate dal Covid ma per i quali non è stato accertato l’infortunio sul lavoro. L’Inail ha quindi pubblicato nuovi avvisi regionali che puntano a “garantire un approccio alla riabilitazione degli assistiti di tipo multi-assiale, in grado cioè di prendere in carico ogni caso sulla base delle specifiche esigenze terapeutiche post Covid-19, che possono interessare l’aspetto respiratorio, cardiologico, muscolare e neurologico.
Il fenomeno, oggetto di studio e analisi da parte dei ricercatori a livello internazionale, è denominato in letteratura scientifica “Long-Covid”. “Gli ultimi dati – afferma il presidente Franco Bettoni – fanno registrare ben oltre 150 mila denunce di contagio da Covid 19 in occasione di lavoro. Fin dall’inizio della pandemia ci siamo attivati per assicurare il massimo sostegno possibile a tutti i nostri assistiti colpiti dal virus e alle loro famiglie, attraverso l’erogazione dell’ampia gamma di prestazioni previste dall’Istituto per gli infortunati sul lavoro. Gli avvisi regionali appena pubblicati rappresentano un ulteriore tassello nel percorso di tutela dei lavoratori costruito dall’Inail in quest’anno difficile di pandemia, un passo avanti necessario che tiene conto anche delle conseguenze nel lungo periodo del Covid-19 sulla salute delle persone. L’Inail opererà così in sinergia con il Servizio sanitario nazionale, integrando il livello delle prestazioni e degli interventi garantiti, e allevierà la pressione degli utenti sulle strutture del sistema pubblico a causa dell’elevata domanda generata dagli effetti della pandemia sulla popolazione”.
Nel rispetto della libertà di scelta terapeutica, i lavoratori potranno indicare la sede prescelta, dove saranno seguiti con il regime riabilitativo più idoneo (ricovero, day hospital, ambulatoriale). Le strutture interessate a erogare queste prestazioni agli assistiti Inail devono garantire i requisiti professionali, tecnici, organizzativi e strutturali specificati negli avvisi regionali. Le domande di partecipazione devono essere inoltrate all’Istituto entro 45 giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso. “La riabilitazione post Covid-19 – sottolinea il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello – è in ordine di tempo l’ultimo degli impegni che l’Istituto da me diretto si è assunto per contribuire alla gestione dell’emergenza sanitaria, a partire dalla validazione straordinaria di dispositivi di protezione individuale, per far fronte alla grave carenza nei primi mesi di pandemia, fino alla messa a disposizione di 453 milioni di euro per l’acquisto di strumenti di protezione e per le attività di sanificazione da parte delle imprese. Determinante è stato, inoltre, il ruolo dell’Istituto nella elaborazione dei numerosi documenti tecnici che hanno consentito al decisore politico di adottare il corposo impianto normativo per il contenimento del contagio non solo nei luoghi di lavoro, e prezioso è stato il contributo fornito nell’ambito del Comitato tecnico scientifico presso la Protezione civile attraverso la presenza di un rappresentante Inail”.