Roma, 7 giugno 2021 – Sarebbero oltre 1500 i lavoratori assunti dalle ‘finte’ cooperative che facevano parte del “sistema” di Dhl, uno dei maggiori poli di logistica nel mondo, e in Italia. A descrivere la situazione è la Procura di Milano nel decreto eseguito dalla Gdf che ha sequestrato oltre 20 milioni di euro per una presunta maxi frode sull’Iva. E’ da lì che è partita l’indagine che poi ha fatto affiorare anche altro. Il “sistema” di cui si sarebbe avvalsa una società del gruppo della logistica Dhl “oltre che realizzare gravi condotte che agevolano lo sfruttamento dei lavoratori e che determinano pratiche di concorrenza sleale, comporta la emissione, prima e l’utilizzo, poi, di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti”. Tra l’altro, scrivono i pm, “le acquisizioni informatiche effettuate durante l’attività di perquisizione, le intercettazioni telefoniche nonché le acquisizioni attraverso banche dati confermano una realtà non certo isolata nel territorio lombardo”. Una realtà fatta di “contratti di somministrazione illecita di manodopera fatti passare come contratti di appalto”, tariffe “imposte dal committente, che non sono in grado di remunerare la manodopera” e l’omesso versamento “di IVA e contributi da parte dei serbatoi di dipendenti, come condizione necessaria per remunerare il lavoro, condizione sostanzialmente ‘imposta’ dal committente”, ossia Dhl.
La Procura fa notare anche che “per contrastare questo fenomeno, il 14 Ottobre 2019, si è aperto in Prefettura a Milano un tavolo con le principali istituzioni, associazioni e player di settore con il fine di stipulare un ‘Patto’ finalizzato al rispetto pieno dei diritti dei lavoratori e della concorrenza leale” nel settore della logistica. Dhl, tra l’altro, è stato “attore principale di questo tavolo”. Nel maggio del 2019, infatti, il Tribunale di Milano, su richiesta del pm Storari, aveva posto “in amministrazione giudiziaria Ceva Logistics per il reato di caporalato in seguito all’inchiesta sul consorzio Premium Net, che gestiva la movimentazione della Città dei Libri di Stradella”. E in seguito era stato creato il “tavolo” per contrastare il fenomeno del caporalato nella logistica.