Roma, 15 maggio 2020 – Dopo il “Tutti a casa” del Presidente Conte, molte persone hanno dovuto affrontare una nuova modalità di lavoro a distanza che per molti versi ha indubbiamente rappresentato un progresso nella gestione dell’attività lavorativa, un’utile esperienza da cui trarre insegnamento anche quando l’emergenza sarà finita. Al contrario di quanto si possa comunemente immaginare, lavorare da casa non ha significato lavorare di meno. Secondo una ricerca commissionata da Linkedin durante il #lockdown il 48% dei lavoratori ha lavorato minimo un’ora in più al giorno rispetto alla normalità per un totale di 20 ore al mese, il 16% teme che la propria azienda possa licenziarlo al termine del lockdown, il 46% si sente più ansioso o stressato e il 18% ha riscontrato un impatto negativo sulla propria salute mentale. Sulla base dello studio che ha coinvolto 2000 lavoratori italiani, il 19% si sente ansioso e si chiede se la propria azienda supererà questo periodo di crisi, Il 22% si è sentito spinto a rispondere più rapidamente e ad essere disponibile online più a lungo del normale. Il 22% inizia le giornate in anticipo, lavorando dalle 8.00 alle 20.30, mentre il 24% adesso è solito terminare la giornata lavorativa anche dopo l’orario.