ANMIL per “L’eclettico” sulla sicurezza sul lavoro

Roma, 3 maggio 2021 – La sicurezza e la prevenzione sul lavoro sono i temi centrali dell’articolo realizzato da Riccardo Pieroni pubblicato su “L’eclettico” e contenente l’intervista a Franco D’Amico coordinatore dei Servizi Statistico-Informativi ANMIL, Debora Spagnuolo insegnante e Vicepresidente nazionale ANMIL, Maria Giovannone avvocato giuslavorista e responsabile Ufficio Salute e Sicurezza ANMIL e Vincenzo Di Nucci tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro di una Asl e presidente dell’albo di Roma .
Come emerge dall’intervista, durante il 2020 si è registrato un calo occupazionale pari  a 940 mila posti di lavoro persi e segnalati poche settimane fa dall’Istat. Inoltre determinati settori, «come i trasporti e la metallurgia», si sono fermati durante il primo lockdown e di conseguenza vi è stata una minore esposizione ai rischi di infortunio mentre altre attività hanno fatto un maggiore ricorso allo smart working. Dunque «molti lavoratori hanno operato dalla propria abitazione e ci sono stati quindi minori rischi durante il tragitto casa – lavoro: gli infortuni ‘in itinere’ sono stati sempre consistenti in questi anni», afferma D’Amico. È però anche vero che, come sostiene l’esperto di statistica, sono aumentati gli infortuni mortali. Si è infatti passati dai 1089 registrati nel 2019 ai 1270 dello scorso anno poiché 423 persone sono decedute per infezione da Covid.
Un altro aspetto cruciale riguarda i problemi inerenti al testo unico in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, come sottolineato dall’avvocato Giovannone, la quale afferma: «il testo unico, a tredici anni dalla sua entrata in vigore, non è stato ancora attuato del tutto» e l’emergenza causata dalla pandemia ha complicato ulteriormente il quadro d’insieme andando ad acuire «le problematiche già esistenti, aggiungendo nuovi aspetti concernenti le tutele di sicurezza, come il coordinamento tra le norme già esistenti e quelle emergenziali. Parliamo di un’operazione non affatto semplice. In questi mesi si sono sviluppati poi ulteriori adempimenti normativi». Per esempio il fatto che il datore di lavoro sia tenuto a mettere in campo azioni prevenzionistiche anti Covid, come sancito da una direttiva europea recepita in Italia nel settembre 2020.
«In teoria ci dovrebbe essere molta consapevolezza perché abbiamo un testo unico dettagliato, che prevede parecchi parametri rigidi da rispettare. Ma se si continua a morire di lavoro e sul lavoro ci deve essere per forza un motivo, che si spiega con la mancanza di sicurezza», continua Debora Spagnuolo. Suo marito è morto sul lavoro dieci anni fa, perché si trovava in un luogo non sicuro: un tetto non calpestabile. «É stato mandato lì senza alcuna protezione. Se lui oggi non c’è più è per via di un mancato investimento in sicurezza, che dipende dalla scarsa considerazione della vita umana. Troppo spesso non si guarda alle conseguenze. Se ti va bene hai un infortunio. Ma se ti va male hai una malattia professionale o la morte. Quello che deve essere chiaro è che dopo l’incidente sul lavoro non si può tornare indietro», racconta Spagnuolo.
Per questa vicenda ci sono state due condanne a due anni e mezzo per omicidio colposo con un verdetto di primo grado. L’iter giudiziario è stato tortuoso, con un processo che si trascina da anni e che vedrà l’appello (cioè il secondo grado) il prossimo 17 dicembre. 
Spagnuolo ricorda, infine, l’impegno dell’associazione sulla formazione. «Come ANMIL ci impegniamo nelle scuole perché la cultura della sicurezza passa anche tra i banchi. Ci si deve abituare fin da piccoli e investire le energie su questo aspetto. Dobbiamo pensare che l’abitudine a comportamenti sicuri protegge non soltanto noi stessi ma anche gli altri, come succede oggi con la mascherina e la pandemia».

Per leggere l’intervista integrale è possibile cliccare il seguente link: https://leclettico.com/2021/04/30/sicurezza-e-prevenzione-i-grandi-assenti-nella-vita-dei-lavoratori-in-italia/