Congresso ANMIL: le parole del Sott. di Stato al Lavoro

15 ottobre 2020 – “Ringrazio il Presidente Zoello Forni per l’invito alla giornata di apertura del Congresso nazionale ANMIL e saluto tutti i partecipanti. Ritengo di grande pregio e valore l’attività che l’Associazione svolge da quasi ottant’anni per la tutela dei diritti dei lavoratori nel campo degli infortuni sul lavoro, ruolo riconosciutole anche dagli attestati di stima del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e da altri illustri componenti delle istituzioni e della società civile nella settantesima edizione della Giornata per le Vittime degli incidenti sul lavoro, dello scorso 11 ottobre.
I rapporti periodici INAIL ci restituiscono un quadro di grande sofferenza! Dati che attestano come ancora siamo lontani dal concetto di “Welfare Society” in cui il lavoro é considerato come diritto fondamentale della persona e in quanto tale, tutelato e garantito. La pandemia in corso, inoltre, ha modificato gli scenari di allarme. Bene soffermarsi sulla considerazione che la diminuzione rilevata nel 2020 degli infortuni e dovuta al massiccio ricorso allo smart working, e quindi va valutata come probabile effetto momentaneo. Contemporaneamente si assiste a un aumento dell’incidenza dei contagi da COVID-19, diventata una variabile nuova da inserire nell’elenco degli infortuni sul lavoro.
Anche il dibattito in tema di sicurezza va ricondotto a quello più ampio dell’economia sostenibile che mette la persona al centro di nuove visioni e nuovi paradigmi. Tutti gli attori portatori d’interesse devono essere coinvolti in un dialogo che ridefinisca interventi ed investimenti. L’innovazione deve essere al servizio di questi processi, come supporto, evitando nuove fragilità e vulnerabilità dei lavoratori.
Non saranno la massimizzazione del profitto e la crescita del PIL gli indicatori sani, ma lo sviluppo etico e sostenibile. Ottima la proposta, in questo senso, di soci ANMIL che diventino formatori della sicurezza e ambasciatori della prevenzione nei luoghi di lavoro, nelle scuole e attraverso territori e comunità accoglienti e dialoganti. Il mondo del lavoro andrà ancor più sensibilizzato ai temi della sostenibilità, obiettivi dell’Agenda 2030. Accolgo con grande interesse la sollecitazione sul “diritto alla rendita” e del ripensamento delle misure a sostegno per le persone che, non unite da un matrimonio, sono comunque legate in un vincolo affettivo e di relazione con la vittima di infortunio. Siamo in quell’ambito di quei diritti civili che devono essere fondamenta per uno Stato che volge le proprie azioni al bene comune.
Questa trasformazione, prima culturale, è già in atto nel processo che vede l’Italia avviarsi verso la Terza Economia. Un Terzo Pilastro all’interno del quale la sicurezza sui luoghi di lavoro venga posta come prioritaria e indifferibile.
Ci apprestiamo, come Governo e Parlamento, ad un intenso lavoro programmatico su politiche, investimenti e incentivi e, per questo, mi impegno a rappresentare e sostenere le istanze di ANMIL. Solo un operare condiviso e improntato alle buone pratiche darà maggiori garanzie di tutela ai lavoratori e uno sguardo felice sul futuro ai nostri giovani.
Due sono gli ambiti sui quali rafforzare l’azione: sorveglianza e prevenzione. Occorrerà agire in modo sinergico tra INAIL, Ispettorato del Lavoro ed Associazioni tramite azioni nel mondo del lavoro pubblico e privato. I rischi vanno prima di tutto conosciuti e valutati per una loro corretta è adeguata gestione. Gli incentivi e gli investimenti dovranno avere vere e proprie contropartite in termini di riduzione degli infortuni da inserire in bilanci integrati da quest’ultima variabile. Solo un sistema che metterà al servizio tecnologia, formazione continua, welfare aziendale e comunicazione circolare sarà pronto a vincere la sfida sulla sicurezza del lavoro. Un compito evolutivo a cui ciascuno di noi e chiamato perché il lavoro non sia merce di scambio ma uno degli aspetti più nobili di ciascuna persona, in armonia con la vita personale, familiare e di relazione.
In conclusione, desidero restituirvi quanto si stia facendo sulle politiche attive del lavoro, presso il Ministero che rappresento e in modo trasversale con gli altri organi di governo. Il tema si può riassumere in una sola parola: ‘inclusione!
Nessuna persona deve rimanere indietro o diventare invisibile. Il capitale umano va valorizzato, tra abilità e fragilità perché ogni contributo diventi ricchezza. Ogni persona deve essere accompagnata dagli strumenti del mercato del lavoro, affinché si esalti il suo potenziale. Questi sono i valori attraverso i quali si misura l’etica di uno Stato e la sua propensione al benessere e alla felicità di ciascuna persona. Queste le uniche strade percorribili per gli abitanti della Terra, nostra casa comune, verso la sostenibilità.

Stanislao Di Piazza