Roma, 14 aprile 2020 – È in Gazzetta Ufficiale da 3 giorni il DPCM 10 aprile 2020 – che sostituisce i precedenti in materia – contenente le ulteriori disposizioni attuative del Dl n. 19/2020, applicabili sull’intero territorio nazionale dal 14 aprile al 3 maggio 2020. Pertanto, l’ultimo DPCM è stato presentato dal presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, nella conferenza stampa dello scorso 10 aprile, e ha prorogato le misure restrittive già vigenti in tema di #Coronavirus fino al 3 maggio.
“Una decisione difficile – ha detto il Presidente Giuseppe Conte – ma una decisione necessaria, di cui mi assumo tutta la responsabilità politica. È una decisione che ho assunto dopo diversi incontri tenuti con la squadra dei Ministri, con gli esperti del nostro Comitato tecnico-scientifico, con le Regioni, le Province e i Comuni, con i sindacati, il mondo delle imprese, dell’industria, con le associazioni di categoria. Il Comitato tecnico-scientifico ci ha dato una conferma: i segnali della curva epidemiologica sono incoraggianti. Ci sono evidenti indicazioni che le misure di contenimento sin qui adottate dal Governo stanno dando dei frutti, ma proprio per questo non possiamo vanificare gli sforzi fin qui compiuti”. Conte ha raccomandato di tenere alta la soglia dell’attenzione anche per i ponti del 25 aprile e del 1° maggio.
La proroga prevista dal Dpcm, appena firmato, vale anche per le attività produttive. L’intenzione è di allentare il primo possibile le misure per far ripartire le attività economiche, ma non ci sono ancora le condizioni perché ciò sia possibile. Rispetto alle precedenti misure restrittive relative alle attività commerciali, nel Decreto ci sono alcune piccole variazioni, che riguardano parziali riaperture. Con il nuovo Dpcm, a partire dal 14 aprile, sarà consentita l’apertura delle cartolerie, delle librerie e dei negozi di vestiti per bambini e neonati e vengono inserite tra le attività produttive consentite la silvicoltura e l’industria del legno.
Giuseppe Conte ha poi ricordato che “il Governo è già al lavoro per programmare la fase “2”, le norme che accompagneranno un periodo di transizione poiché non possiamo aspettare che il virus sparisca del tutto dal nostro Paese prima di ripartire. “Il programma – ha dichiarato Conte – poggia su due pilastri: l’istituzione di un Comitato di esperti in materia economica e sociale e il Protocollo per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Comitato di esperti sarà presieduto da Vittorio Colao e costituito da professionalità diverse, selezionate fra le eccellenze italiane. Il gruppo di esperti dialogherà con il Comitato Tecnico Scientifico, per disegnare un nuovo modello organizzativo. Il Comitato avrà il compito di elaborare e proporre misure necessarie a fronteggiare l’emergenza e per una ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive. Il secondo pilastro è il rafforzamento del Protocollo per la sicurezza nei luoghi di lavoro, già siglato il 14 marzo”.
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