Un’altra squallida storia di caporalato e sfruttamento

Roma, 17 maggio 2021 – Caporalato aggravato e favoreggiamento all’immigrazione clandestina a scopo di lucro di extracomunitari: sono alcune delle accuse che il Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Perugia contesta ad un imprenditore agricolo di 59 anni. I militari hanno appurato una vera e propria condizione di sfruttamento con turni di lavoro di dieci ore e l’assenza di qualsiasi condizione di sicurezza. L’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e di dimora nel comune di residenza. I fatti riguardano la gestione di un maneggio.
L’uomo – secondo l’indagine denominata ‘Horses-Team’ – avrebbe occupato in condizioni di sfruttamento sei lavoratori, di cui cinque extracomunitari (uno della Costa D’Avorio, tre della Repubblica Dominicana e uno del Gambia, quest’ultimo risultato privo del permesso di soggiorno) e tre ‘in nero’.
L’indagine – spiega l’Arma – ha preso le mosse da una denuncia presentata lo scorso ottobre, ai carabinieri di Santa Maria degli Angeli, da tre dipendenti.
Inoltre, è stato appurato che il lavoratore clandestino alloggiava presso una baracca di fortuna, in condizioni precarie, in quanto privo del letto, servizi igienici, energia elettrica, acqua e gas e delle misure antincendio. Lo straniero, secondo i carabinieri vittima di “continue” vessazione ed insulti anche a sfondo razzista, sarebbe stato costretto a lavorare in misura anche maggiore degli altri, oltre che colpito (almeno in un’occasione) con calci e pugni al volto e all’addome, anche con un arnese in ferro. All’uomo l’imprenditore avrebbe inoltre richiesto delle somme di denaro per fargli ottenere, a suo dire, i documenti di soggiorno.