PER AGGIORNAMENTI, CONDIVISIONE E COMMENTI CI TROVI ANCHE SUI SEGUENTI SOCIAL

PER AGGIORNAMENTI, CONDIVISIONE E COMMENTI CI TROVI ANCHE SUI SEGUENTI SOCIAL

Home E News E Lavoro, cresce il malessere psicologico

Roma, 30 maggio 2024 – In Italia si registra un aumento significativo del numero di persone che dichiarano di soffrire di disturbi psicologici legati all’ambito lavorativo. Secondo i dati forniti dall’Inail, nel primo trimestre del 2024 sono state oltre 22.000 le denunce di malattie professionali correlate a disturbi psichici e comportamentali. Questo rappresenta una crescita del 17,9% rispetto allo stesso periodo del 2023, evidenziando una tendenza preoccupante che coinvolge un numero crescente di lavoratori.

I Disturbi

Il disagio psicologico legato al lavoro può manifestarsi in molteplici forme. Tra le principali cause troviamo la difficoltà a bilanciare la vita personale e quella lavorativa, la frustrazione derivante dalla mancata crescita professionale, e le pressioni costanti che derivano dalle elevate aspettative e carichi di lavoro. Questi fattori contribuiscono a un ampio spettro di problematiche, che vanno dalla sindrome di burnout allo stress cronico, fino ad arrivare a disturbi psicologici più gravi come ansia e depressione. Questa vasta gamma di sintomi non risparmia nessun settore lavorativo, colpendo una larga fetta della forza lavoro italiana.

La Distribuzione dei Problemi Psicologici

Un dato particolarmente rilevante è che le donne sono le più propense a cercare supporto psicologico per problematiche connesse al lavoro, rappresentando il 66,3% delle persone che si rivolgono a professionisti del settore, rispetto al 33,7% degli uomini. Questo potrebbe essere attribuito alle doppie responsabilità che molte donne devono gestire, combinando carichi lavorativi e familiari. Inoltre, i dati mostrano che i lavoratori più giovani, probabilmente nelle prime fasi della loro carriera professionale, sono quelli più colpiti: il 62,9% di coloro che cercano aiuto ha tra i 25 e i 34 anni, mentre il 22,8% appartiene alla fascia di età compresa tra i 35 e i 44 anni.

La Sindrome di Burnout

La sindrome di burnout è una delle conseguenze più gravi dello stress lavoro-correlato. Questa condizione si sviluppa quando lo stress diventa cronico, manifestandosi attraverso sintomi sia psicologici che fisici, tra cui esaurimento emotivo, distacco dalle attività lavorative, ridotta efficacia professionale e disturbi psicosomatici. Il fenomeno del burnout non solo compromette la salute del lavoratore, ma può anche avere un impatto negativo sulla produttività e sull’efficienza delle organizzazioni.

Le Aree Geografiche Più Colpite

L’analisi geografica dei dati evidenzia che i problemi legati al benessere lavorativo sono particolarmente acuti in alcune regioni italiane. La Lombardia registra il maggior numero di casi, con il 27% delle denunce provenienti da questa regione. Seguono il Lazio con il 10,6%, entrambe regioni densamente popolate e caratterizzate da un alto livello di attività lavorativa, grazie alla presenza di città come Milano e Roma, che sono veri e propri poli economici e lavorativi.

Questa situazione richiede un’attenzione particolare da parte delle istituzioni e delle aziende, che devono impegnarsi a creare ambienti di lavoro più sani e supportare i lavoratori attraverso politiche di welfare adeguate, programmi di prevenzione dello stress e l’accesso a servizi di supporto psicologico. Solo attraverso un approccio integrato e sensibile alle esigenze dei lavoratori sarà possibile arginare questa crescente problematica e migliorare il benessere psicologico sul posto di lavoro.

La Rete ANMIL

SCOPRI IL NOSTRO 5 X 1000

COME UTILIZZIAMO IL VOSTRO SOSTEGNO