Orlando annuncia l’arrivo della riforma degli ammortizzatori

Roma, 9 giugno 2021 – La riforma degli ammortizzatori sociali sarà pronta per i primi di luglio, parola del ministro del Lavoro. L’annuncio arriva da Andrea Orlando che, avverte, servirà il confronto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per le risorse; “l’idea è quella di un sistema di tutela universale” per “costruire un meccanismo di cassa integrazione che tenga conto delle dimensioni dell’impresa e della specificità dei settori, che sia uno strumento non solo di integrazione al salario, ma anche di carattere formativo”. In un’intervista su ‘La Stampa’ al direttore del quotidiano torinese Massimo Giannini per la trasmissione ’30 minuti al Massimo’, Orlando osserva che “nei settori in cui si va allo sblocco licenziamenti a luglio la cassa integrazione c’è, il problema sono le aziende più piccole e che saranno interessate dallo sblocco a ottobre”. Il ministro ritiene ottimistiche le ipotesi di Confindustria sulle assunzioni: “Mi auguro che Bonomi abbia ragione. Il rimbalzo ci sarà, ma non sarà equo in tutti i settori; credo che in alcuni ci sia voglia di assumere, ma anche che ci siano aree di sofferenza”. Sul blocco dei licenziamenti “la partita non è stata persa”. E avverte Salvini: “Non bisogna fare tattica politica sulla vita delle persone”. Poi “la mia posizione e quella del Pd è che più strumenti abbiamo per gestire questo passaggio e renderlo graduale e meglio è. Serve che maturi una precisa volontà politica, col consenso di tutta la maggioranza. In caso contrario, gestiremo questo passaggio con gli strumenti di cui disponiamo. Io non sono innamorato di questa misura, a mio avviso si poteva fare in modo più selettivo fin dall’inizio”. Bisogna affrontare la spaccatura sociale, tra lavoratori garantiti e non. Come si fa? “Una prima risposta è costruire diritti per lavoratori autonomi e professionisti, soprattutto per i più giovani e per le donne”. Il governo: “L’obiettivo è arrivare a fine Legislatura, per mettere in sicurezza almeno la fase di partenza del Recovery. Il premier Draghi è l’unico profilo capace di tenere insieme una maggioranza così ampia”. I 5 stelle restano l’alleato giusto per il Pd e “la rottura che si sta consumando al loro interno, sull’idea stessa di partito, è un risultato che il Pd deve ascriversi. Ma credo sia anche il momento di ricomporre le fratture nel campo della sinistra: non vedo ragioni significative che ci distinguono da quelli che negli anni hanno lasciato il Pd”.

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