Lavoratori domestici: in Italia il 94,8% ha Green Pass

Roma, 16 dicembre 2021 – È quanto si evince dal Rapporto «Welfare, lavoro domestico e Green Pass», il primo elaborato nell’ambito del progetto «Welfare familiare e valore sociale del lavoro domestico in Italia» realizzato dal Censis per Assindacolf (l’Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico). Solo nel 3,3% delle famiglie il collaboratore ne è sprovvisto e una percentuale inferiore all’1,0% non lo sa. Il 72,9% dei datori di lavoro ha effettuato la verifica del possesso del Green Pass del proprio collaboratore mentre il 15,3% considera inutile la verifica conoscendo già la condizione sanitaria del lavoratore e nutrendo fiducia nei suoi confronti. Il 6,9% invece non ritiene necessario il controllo e lo considera l’ennesima incombenza che grava sulle famiglie. Il 95,6% dei lavoratori ha ottenuto il Green Pass con la vaccinazione, l’1,3% in seguito al referto del tampone negativo, il 2,0% perché è guarito dopo aver contratto l’infezione. La rilevazione ha riguardato un campione di famiglie associate a Assindatcolf, in prevalenza coppie con figli (il 47,5% del totale), per il 50% con una età superiore ai 60 anni e per il 70% di sesso femminile. Marcata l’incidenza, tra le persone più anziane, di chi vive da solo (il 57,0% degli over 75). Questi ultimi hanno dichiarato inoltre un peggioramento della salute negli ultimi 18 mesi (44,4%), insieme alle persone che vivono da sole (37,0%). Dal rapporto si evince inoltre che il carico della cura della famiglia e della casa pesa di più sulle donne, anche quando in età avanzata: l’83,6% di chi ha un’età compresa tra 61 e 75 anni e il 56,9% degli over 75.
Tra le famiglie che si avvalgono di un collaboratore – principalmente colf, badante o baby sitter – l’86,4% delle donne svolge attività per la cura della casa e della famiglia, il 23,9% lo fa per più di 24 ore alla settimana. Gli uomini impegnati in attività domestiche rappresentano il 74,1% e solo l’11,5% degli uomini è impegnato per più di 24 ore settimanali.
Medesimo è il tasso di partecipazione al lavoro fuori casa: il 58,7% delle donne è occupato (il 17,4% con un orario di lavoro superiore alle 40 ore settimanali), così come il 57,8% degli uomini (il 28,1% lavora oltre 40 ore).
“I dati incoraggianti sulla vaccinazione che emergono da questa indagine – dichiara Andrea Zini, presidente di Assindatcolf – ha portato i risultati sperati. Dimostrano come fosse necessario introdurre un obbligo anche per questi lavoratori, prevalentemente stranieri ed originari dell’Est Europa, che inizialmente erano particolarmente restii rispetto alla vaccinazione. Ora – conclude Zini – occorre monitorare l’ampia fascia di lavoro irregolare che, per forza di cose, non rientra nei risultati di questa ricerca. Una realtà nella quale è più complicato che un datore di lavoro possa pretendere che il domestico sia in regola con l’obbligo del Green pass”.

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