Roma, 10 settembre 2021 – “Se Roberto Morrione fosse stato qui in questi giorni avrebbe dedicato la metà del tempo alla donna novax che da sola contestava il green pass alla stazione Termini e avrebbe detto a tutti i giornalisti di concentrarsi sulle donne afgane che combattono contro i talebani, sui giornalisti che sono stati picchiati anche oggi o sulle stragi sul lavoro”. Ad affermarlo è stato Giuseppe Giulietti, presidente FNSI e giuria Premio Morrione, fondatore Articolo 21, durante il dibattitto intitolato “Giornalismo e cittadinanza attiva: la lezione di Roberto Morrione” organizzato in occasione della decima edizione del premio Morrione.
Giornalista corretto, con la schiena dritta, che non mancava mai di dire come la pensava. Ma soprattutto un giornalista che dava voce agli ultimi, agli emarginati e alle associazioni. Così hanno ricordato e raccontato la figura di Roberto Morrione, fondatore e primo direttore di Rainews24 e di LiberaInformazione i protagonisti del dibattito.
A prendere la parola per prima è stata Laura Boldrini, politica ed ex funzionaria Nazioni Unite, che ha raccontato il suo primo incontro con il giornalista: “Io ero in UNHCR e lui era il direttore di Rainwes24. Il suo era un giornalismo sul campo e il modo in cui intraprese la sua attività fu quello di dare voce alle associazioni e alle Ong”.
Come quella di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera associazioni nomi numeri contro le mafie. “Ho conosciuto Roberto – ha affermato Don Ciotti – negli anni in cui la piaga della droga era molto forte e da subito cercò di capire in quale modo pilotare l’informazione di un tema così delicato e difficile. Ho sempre trovato nel suo linguaggio e nei suoi modi una persona affettuosa, generosa, sempre disponibile. Intendeva l’amicizia come condivisione di progetti e di ideali, alla ricerca della condivisione, ma soprattutto Roberto stimolava i suoi colleghi e i suoi collaboratori ad andare verso un’informazione libera dai poteri e rigorosa nella ricerca della verità”.
“La cosa che colpiva – ha raccontato Mariangela Gritta Grainer, portavoce #NoiNonArchiviamo – era il coinvolgimento che ci metteva nel raccontare le storie. Il suo è stato un esempio di giornalismo da seguire e imitare, anche se oggi è tutto più difficile perché si sono frammentati i luoghi di partecipazione attiva delle persone, come i partiti e le associazioni”.
“Roberto poneva un’attenzione speciale a quella che viene chiamata la questione sociale, l’esistenza degli ultimi che oggi non vengono spesso dimenticati. Roberto per me è stato il servizio pubblico”, ha concluso Giulietti.