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Home E ANMIL per le donne E L’ANMIL al Convegno “Donne e disabilità”. L’On. Maria Elena Boschi: impegno per le donne disabili

L’ANMIL al Convegno “Donne e disabilità”. L’On. Maria Elena Boschi: impegno per le donne disabili

L’ANMIL al Convegno “Donne e disabilità”. L’On. Maria Elena Boschi: impegno per le donne disabili

Si è tenuta il 22 maggio 2019 a Roma a Palazzo Thedoli della Camera dei Deputati la Conferenza “Donne con disabilità: la doppia discriminazione”, un incontro voluto dalla deputata Lisa Noja che si augura possa fare da apripista per portare il tema in questione all’attenzione del Parlamento. All’evento, che ha visto la partecipazione per ANMIL della nostra rappresentante Silvana Zambonini che ha parlato della doppia discriminazione delle donne a seguito di infortuni lavorativi.
Hanno partecipato: la deputata del PD, Lisa Noja; la deputata del PD, Maria Elena Boschi; la Prof.ssa ordinaria e Prorettore con delega alla Legalità, Trasparenza e Parità di diritti dell’UniMi, Marilisa D’Amico; la Prof.ssa ricercatrice e delegata alla disabilità dell’UniMi, Stefania Leone; la Dirigente di ricerca dell’IRPPS-CNR, Maura Misiti; la Presidente dell’D.I.Re, Raffaella Palladino; la Presidente di “Differenza Donna”, Elisa Ercoli; la Vicepresidente della FISH, Silvia Cutrera.
Maria Elena Boschi e Lisa Noja hanno dato il via ai lavori: la prima confermando l’impegno a discutere in Parlamento quanto sarebbe venuto fuori durante il Convegno, la seconda ricordando che una tra le più grandi discriminazioni delle donne con disabilità è il mancato riconoscimento della loro femminilità.
Marilisa D’Amico si è soffermata sul concetto elaborato dall’attivista e giurista statunitense Kimberlé Crenshaw della “discriminazione doppia o multipla”, secondo il quale l’insieme di discriminazioni che subisce un soggetto (es. per genere, per disabilità) non è mai uguale ad una semplice somma degli elementi ma crea problematiche più complesse, basti pensare ad esempio che il rischio di stupro per le disabili è oltre il doppio rispetto alle altre donne.
Stefania Leone ha differenziato discriminazioni “multiple”, qualora si verifichino per lo stesso soggetto in diversi momenti e“composte”, se accadono all’interno della stessa circostanza.
Maura Misiti, rammentando alcuni principi fondamentali descritti nella Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne e della violenza domestica, ha posto l’accento sulla necessità ad oggi di avere degli indicatori per l’elaborazione statistica delle violenze di genere.
Raffaella Palladino ha posto l’accento sull’“invisibilità” che di solito riscontrano le donne che ricevono violenza. Persiste inoltre una difficoltà da parte di queste ad essere credute, ancora più se disabili.  
Elisa Ercoli ha ricordato l’impegno dei centri antiviolenza gestiti da “Differenza Donna” nello scardinare le violenze che nascono nei luoghi in cui vige lo schiavismo del “patriarcato” in cui non conformarsi a tale mentalità significa “disubbidire”.
Rosalba Teddeini ha posto l’accento sulla sessualità della donna disabile spesso non contemplata. Si è soffermata anche sulla tematica del diritto alla genitorialità per le donne disabili, sempre più difficile da ottenere.
Silvia Cutrera ha illustrato un questionario lanciato online dalla Fish che ha raccolto dati sulla violenza subita da donne con disabilità in Italia dai 16 agli 85 anni. Su 436 donne il 30% ha subito una violenza; il 66% ha subito altri atti che le hanno danneggiate (es. sottrazione soldi). Inoltre dall’indagine è emersa la difficoltà da parte di tali donne a comprendere di essere una “vittima”.

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