Domenico Maruccia: Socio ANMIL da 60 anni

Roma, 15 marzo 2024 – “Da quando ho saputo che un ragazzo di 26 anni ha perso la vita nella stessa azienda dove 60 anni fa ho perso una mano, sto malissimo. Ai miei tempi la formazione non esisteva, ma oggi morire così è inaccettabile”. Sono queste le prime parole che pronuncia Domenico Maruccia, Socio ANMIL dal 1964 che abbiamo contattato dopo che ci ha inviato una mail sintetica e gentile in cui ringraziava l’ANMIL così: “60° anniversario di appartenenza all’ANMIL. Sento il dovere di ringraziare tutti Voi ed il personale succedutosi a Napoli che fin dal 1964 ad oggi mi avete sostenuto moralmente nel corso della mia vita. Grazie di cuore”.
Poche parole che ci hanno commosso e per questo abbiamo voluto intervistarlo e conoscere la sua storia.
“Quando ho subìto l’incidente avevo 18 anni e lavoravo da 2 giorni in quell’azienda di laminati in alluminio dove è morto, lo scorso 13 marzo, Giuseppe Borrelli”.
Domenico era un atleta e amava la vita. Aveva studiato ragioneria e la sua fidanzatina, che ai tempi aveva solo 14 anni, adesso è sposata con lui da 58 ed è madre dei loro tre figli: “un maschio e due femminucce” dice orgoglioso Domenico.
Si sente dalla voce che è fiero della carriera che “grazie all’ANMIL”, dice lui, è riuscito a intraprendere in banca.
“Grazie al Sig. De Gregorio dell’INAIL ho conosciuto l’Associazione in un momento in cui ero moralmente distrutto per aver perso la mano destra. Non mi sono mai sentito un invalido e ho lavorato tantissimo, non approfittando mai della mia disabilità. Così sono stato anche cassiere di prima categoria e nella mia fila c’erano sempre più persone affezionate”.
Qual è stata la sua gratificazione più grande a lavoro? Ci risponde che: “Una volta un collega che, pur avendo meno persone in fila, si trovava in difficoltà mi ha urlato ‘Maruccia, mi dai una mano?’ e un signore davanti a me ha risposto ‘e menomale che il signore c’ha una mano sola’! ed allora ho pensato che ci vuole solamente tanta volontà nel reinventarsi una carriera, una vita. Per questo voglio dire a chi subisce un infortunio sul lavoro che la vita non finisce con una mano o una gamba in meno. Nel corso di 36 anni di servizio nessuno ha mai avuto modo di dire che ero un disabile. Volevo arrivare – e sono arrivato – dove gli altri, pur avendo molte lauree, non sono riusciti, e sono andato in pensione da Quadro Direttivo”, conclude Domenico.
Oggi, 15 marzo, è il suo 80° compleanno e tutta la famiglia dell’ANMIL intende fargli i più cari auguri per questa giornata e ringraziarlo perché le sue parole ci hanno emozionato, ispirato e scaldato il cuore.
Buon compleanno signor Domenico.