La solidarietà al tempo del #Covid-19: il nuovo volontariato che parte dai piccoli gesti

Roma, 9 aprile 2020Se da una parte il #Coronavirus sta mietendo vittime, dall’altra sta facendo venire fuori la parte migliore di molti italiani: le iniziative di solidarietà si stanno diffondendo come un altro virus capace di contrapporsi al #Covid-19 e di seguito ne citiamo alcune.
A Padova, nascono i “pasta bond”, idea di Fulvia Furlanis, titolare del pastificio “Pastasuta” che si trova sotto il Salone, a piano terra del Palazzo della Regione. Come tanti commercianti a inizio marzo Fulvia si è ritrovata con il negozio chiuso e molto tempo libero che la commerciante ha impiegato per pensare a quale potesse essere il suo contributo per dare una mano. Fulvia ha pensato di affiancare alle consegne a domicilio, degli invii ad hoc ad alcune persone che in questo momento sono senza lavoro e senza stipendio. Pasta fresca gratis per loro. “Quando ho lanciato questa idea mi hanno scritto subito alcune persone che avevano davvero bisogno di una mano – spiega – sono andata personalmente da loro a verificare la situazione e mi sono ritrovata davanti famiglie con 13 figli ma anche mamme sole e senza lavoro, ho ‘adottato’ quattro famiglie fino ad oggi e a loro assicuro una fornitura costante”. Ma la solidarietà non si esaurisce qui. “Non solo io ma anche tante altre persone mi hanno dato una mano nella solidarietà, tra questi molti clienti che hanno acquistato dei ticket per un buono pasta da 10 euro da regalare ad altri conoscenti che in queste settimane si ritrovano senza entrate economiche. Si tratta di una sorta appunto di ‘pasta-bond’ per chi si trova in difficoltà, e devo dire che questa iniziativa ha avuto una spinta enorme, in questi giorni di Pasqua speriamo di essere così vicini a chi ha seri problemi, ci sono persone che mi scrivono di notte, in privato, c’è chi vive davvero in situazioni complesse”.
Sempre a Padova, Paolo Gubitta, docente dell’Università, propone “un prelievo alla fonte su base volontaria e temporanea” per chi ha uno stipendio garantito dallo Stato. Gubitta, professore ordinario di Organizzazione aziendale e Imprenditorialità, lancia quindi un appello pubblico per manifestare la disponibilità immediata: “chi come me ha uno stipendio adeguato alle proprie esigenze ordinarie manifesti sin d’ora la disponibilità a ridursi lo stipendio. E chi ha uno stipendio garantito ma di sopravvivenza non si senta a disagio”. Una sollecitazione al senso civico nazionale che, secondo il docente, “può contribuire a risollevare il Paese, che proviene dalla parte più garantita della popolazione italiana che lavora”.
Stavolta a Napoli, i pazienti psichiatrici all’interno dell’Unità Operativa 24/73/31 dell’Asl 1 Centro hanno pensato: “c’è sempre qualcuno più ultimo di te”. Pertanto, aiutati dagli operatori del centro che frequentano, preparano e partecipano alla consegna a domicilio di pacchi di generi alimentari, in questi giorni di emergenza da #Covid-19, ad altrettanti pazienti in grave difficoltà economica ed alle loro famiglie. E per dare un tocco di ironia alla loro iniziativa l’hanno denominata “Psicopacco al centro storico”. Gli operatori psichiatrici ritengono che “mai come in questo momento di prima vera crisi sanitaria globale, chi è portatore di un dolore mentale sembra ancora più invisibile di prima. Ma il quadro è mutato: i nostri pazienti si sentono uniti ai loro concittadini angosciati dal virus, come loro afflitti da una ansia pervasiva e a volte incoercibile, nonostante stiano accumulando un carico pesante di rifiuto e sofferenza”. Quando l’emergenza sarà finita, sottolineano i sanitari “bisognerà affrontare finalmente le intollerabili iniquità che affliggono i pazienti psichiatrici, in misura maggiore di qualsiasi altro cittadino afflitto da un problema di salute. Per questo chiediamo a chiunque un aiuto per i nostri utenti che hanno problemi a mantenere la loro dignità personale e sociale”. Chi volesse contribuire economicamente o in altro modo può telefonare allo 081/2547062 oppure allo 081/2542464. I destinatari dei pacchi con generi alimentari sono utenti psichiatrici in difficoltà economica, ovvero quelli che più facilmente si ammalano perché poco curati dal servizio sanitario, più colpiti da insufficienza respiratoria perché tutti fumatori, e più bisognosi di contatti umani. Tutto, dalla preparazione dei pacchi alla consegna, tengono a sottolineare, avviene nel rispetto delle norme e delle misure restrittive imposte dai decreti.

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