Istat censisce paure italiani sui social: il lavoro batte la guerra

Roma, 8 luglio 2022 – Il web è una realtà parallela ma pur sempre una realtà. Non sorprende infatti, visto il tempo passato sulle piattaforme digitali e la quantità di contenuti che vengono pubblicati giornalmente, che dalle conversazioni degli utenti in rete emergano anche gli aspetti più “intimi” della persona: le emozioni.
Ad analizzare le tendenze sui social ha pensato l’Istat conducendo una ricerca sulle conversazioni che gli utenti intrattengono, in particolar modo, su Twitter.
Lo shock scaturito dal conflitto in Ucraina in un primo momento ha dominato le conversazioni sui social: dal 24 febbraio all’8 marzo, settimane che ricordiamo appunto per la tragicità delle immagini del conflitto esploso nel cuore dell’Europa, la parola più ricorrente è stata “Ucraina”, con oltre 492.000 occorrenze, seguita da “guerra” e Russia”.
A risultare peculiare, l’elevato numero di occorrenze della parola “Putin”, che evidenzia una forte identificazione personale del conflitto, mentre per i leader italiani non avviene altrettanto: la parola “Draghi”, nello stesso periodo si collocava al diciannovesimo posto. 
Abbastanza rapidamente, però, già da maggio le  conversazioni degli italiani si sono spostate su temi legati alla politica e all’economia nazionali. La parola “lavoro” è salita al primo posto, seguita da “Italia”, mentre “Ucraina” è scivolata in terza posizione, con un peso sul complesso delle occorrenze più che dimezzato rispetto al primo periodo, e “guerra” è finita in nona posizione.
Lo spostamento del dibattito su temi di carattere nazionale è ancora maggiore nel periodo più recente: a inizio giugno la parola “guerra” si è posizionata infatti al settimo  posto, “Russia” al tredicesimo, “Ucraina” al quattordicesimo, con un peso relativo ulteriormente ridotto. Mentre si è confermata al primo posto la parola “lavoro” seguita da “Italia”, “politica”, “famiglia”, “scuola”, “referendum” e  “giustizia”.