3 dicembre 2020 – Dall’impegno del Festival Tulipani di Seta Nera nella promozione di contenuti capaci di valorizzare il punto di vista di ogni categoria sociale anche per la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre, nasce un nuovo spot che darà risonanza a quelle voci che chiedono di essere ascoltate.
Si sviluppa con questo spirito la nuova campagna di sensibilizzazione ideata dal regista Riccardo Trentadue per TSN, ANMIL e ASviS che la Rai contribuirà a diffondere attraverso i propri canali social con il comune obiettivo di incoraggiare un confronto costruttivo sulla vita delle persone con disabilità nei luoghi di lavoro, come in famiglia, per una convivenza serena e inclusiva tra tutte le persone.
Lo spot ha per protagonista un’altra vecchia conoscenza di Tulipani: Francesco Musto, vincitore del premio “Sorriso Rai Cinema Channel” della XIII edizione del Festival TSN. Francesco, inoltre, partecipa alla campagna anche con un secondo contributo che vi invitiamo a scoprire sui canali social del Festival.
La Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, istituita nel 1981 per volontà dell’ONU, intende promuovere i diritti delle persone con disabilità. Dal lavoro prodotto a beneficio di questo tema, nasce la Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità che, a partire dal 2006, descrive le misure necessarie a garantire il benessere dei disabili e il principio di totale equità in favore della loro inclusione all’interno delle sfere della vita sociale, lavorativa, culturale e non solo.
Anche l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottolinea l’importanza di consentire a ciascuno, a prescindere dalla propria condizione, di interfacciarsi con una società all’altezza delle necessità individuali, garante della sicurezza e del benessere di tutti i cittadini.
Basti pensare agli obiettivi dedicati al rafforzamento del sistema sanitario, alla disponibilità di accessi equi alle infrastrutture e all’attenzione verso la gestione delle aree urbane in una prospettiva, ancora una volta, di piena accessibilità per tutti.
Tuttavia, l’altra faccia di questa medaglia è rappresentata dai dati e il confronto con questi è fondamentale per individuare gli ostacoli alla realizzazione del progetto. A beneficio di questo, se ne riportano alcuni. I primi arrivano dal mondo della scuola: sul versante dell’accessibilità degli edifici emergono preoccupanti carenze. Infatti, solo il 31,5% delle scuole ha abbattuto le barriere fisiche e sono ancora meno, il 17,5%, quelle che hanno abbattuto le barriere senso-percettivi.
La questione della rimozione non soltanto delle barriere fisiche ma anche di quelle cognitive, ritorna nei dati riguardanti gli accessi di carattere sensoriale che coinvolgono altre sfere della partecipazione alla società delle persone con disabilità, tra queste, quella culturale.
Infatti se da una parte si può osservare che solamente il 37,5% dei musei italiani è dotato delle caratteristiche necessarie ad agevolarne l’accesso alle persone affette da limitazioni gravi, dall’altra, soltanto il 20,4% mette a disposizione materiali che possano andare incontro alle esigenze di tutti (pannelli in braille, percorsi tattili, ecc…). Sulla scia di questi dati è possibile osservare una scarsa frequentazione di teatri, cinema e musei da parte delle persone con gravi limitazioni (solo il 9,3% contro il 30,8% del resto della popolazione).
Uno sguardo sul mondo del lavoro per le persone con disabilità mette in luce un panorama che ancora una volta chiama a riflettere. L’analisi della condizione occupazionale mette chiaramente in evidenza il forte svantaggio della popolazione con disabilità nel mercato del lavoro: è occupato infatti solo il 31,3% delle persone tra i 15 e i 64 anni con limitazioni gravi contro il 57,8% delle persone senza limitazioni, nella stessa fascia di età. Benché il tema dell’inclusione sia complesso e richiederebbe un’analisi di più ampio respiro, questi dati evidenziano come tutti gli aspetti siano tra loro correlati e danno, al tempo stesso, una misura delle difficoltà nel poter essere direttamente coinvolti in quegli ambiti di vita che rappresentano fonte di realizzazione personale per ciascun individuo.
La strada per la nascita di una società pienamente consapevole e sensibile verso ogni condizione di svantaggio è destinata a incontrare molti ostacoli. Tuttavia, proprio come per le persone con disabilità, queste difficoltà sono anche il motore di quello sforzo e quel lavoro che dà significato a ogni singola conquista.

 Vedi lo spot “Ogni giorno è una partita”: