23 luglio 2020 – In Italia e in Spagna il livello di istruzione femminile risulta sensibilmente maggiore rispetto a quello maschile. Nel 2019, infatti, il numero di donne in possesso di almeno un diploma è pari al 64,5%, quasi i due terzi del totale, mentre la percentuale degli uomini diplomati corrisponde al 59,8%, quasi cinque punti in meno del corrispettivo femminile. La differenza nella media europea è di appena un punto percentuale.
Le donne laureate sono il 22,4% contro il 16,8% degli uomini, un gap ancora una volta maggiore rispetto alla media europea.
Nonostante il livello di istruzione delle donne sia più alto di quello degli uomini, le donne faticano di più a trovare un loro posto nel mercato del lavoro. 
Il tasso di occupazione femminile risulta più basso di quello maschile (56,1% contro il 76,8%) sottolineando un divario di genere più marcato rispetto alla media europea e ai maggiori paesi dell’UE. Secondo l’INAPP, durante il lockdown ci si è avvalsi dello smart working, ma questo tende ad avvantaggiare i lavoratori con un reddito alto, soprattutto uomini, accentuando in questa maniera le disuguaglianze sociali. Il fondo Monetario Internazionale ha evidenziato che la crisi scatenata dall’emergenza sanitaria danneggia soprattutto le donne ampliando la differenza di genere che continua ad esistere nonostante i 30 anni di progressi. Servirebbe un ripensamento complessivo del welfare familiare, dei tempi del lavoro e delle misure per incentivare l’occupazione femminile.