Istat e Italia: sanità, lavoro, ambiente e quadro economico a cura dell'Ufficio Salute e sicurezza ANMIL

Roma, 7 luglio 2020 – È stata di recente pubblicata la ventottesima edizione del Rapporto annuale Istat sulla situazione del Paese, che dedica particolare attenzione allo scenario venutosi a creare con l’irrompere dell’emergenza sanitaria, verificandone gli effetti sulla società e sull’economia dell’Italia. Il Rapporto si divide in cinque capitoli, così strutturati:
CAPITOLO 1 – Il quadro economico e sociale.
CAPITOLO 2 – Sanità e salute di fronte all’emergenza COVID-19.
CAPITOLO 3 – Mobilità sociale, diseguaglianze e lavoro.
CAPITOLO 4 – Il sistema delle imprese: elementi di crisi e resilienza.
CAPITOLO 5 – Criticità strutturali come possibili leve della ripresa: ambiente, conoscenza, permanente bassa fecondità.
Correlate alla parte testuale, sono state inserite diverse infografiche, in grado di offrire una rappresentazione sintetica dei fenomeni analizzati nei capitoli del Rapporto annuale, tra i quali emergono il quadro macroeconomico e sociale; la sanità e salute di fronte all’emergenza COVID-19; mobilità sociale, diseguaglianze e lavoro; il sistema delle imprese: elementi di crisi e resilienza e le criticità strutturali come possibili leve della ripresa: ambiente, conoscenza, permanente bassa fecondità. Infine, un set di grafici interattivi offre una panoramica dei principali fenomeni indagati nei cinque capitoli del Rapporto annuale.
Ciò che emerge dalla correlazione dei dati statistici è che, a metà 2020, il quadro economico e sociale italiano si presenta eccezionalmente complesso e incerto. Alla frenata del 2019 si è sovrapposto l’impatto della crisi sanitaria e, nel primo trimestre, il Pil ha segnato un crollo congiunturale del 5,3%. Le previsioni Istat stimano per il 2020 un forte calo dell’attività economica, che solo in parte potrà essere recuperato l’anno successivo. Nel 2019 è proseguito il riequilibrio dei saldi di finanza pubblica, ma le azioni di bilancio volte a contrastare la crisi avranno un impatto rilevantissimo sulla finanza pubblica.
Il segno distintivo del Paese nella più acuta fase di lockdown è stato di forte coesione. Questa si è manifestata nell’alta fiducia che i cittadini hanno espresso nei confronti delle istituzioni impegnate nel contenimento dell’epidemia e in un elevato senso civico verso le indicazioni sui comportamenti da adottare. Nonostante l’obbligo di restare a casa, emerge l’immagine di una quotidianità ricca ed eterogenea, in cui la famiglia ha rappresentato un rifugio sicuro per molti, ma non per tutti. Le restrizioni non hanno impedito alle persone di dedicarsi alle relazioni sociali, alla lettura, all’attività fisica e ai tanti hobbies, consentendo di cogliere anche le opportunità che la maggiore disponibilità di tempo ha offerto alla gran parte della popolazione.

Per approfondire: Rapporto_Istat_2020

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