11 dicembre 2019 – La cabina di regia “Benessere Italia”, insediatasi nel luglio scorso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la realizzazione dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, sta lavorando attivamente alla creazione di un ponte tra scuola ed aziende per aiutare l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
Quello dell’inserimento lavorativo dei disabili è, infatti, uno dei 17 “goals” previsti dal programma di azioni di “Benessere Italia”. Il consulente della cabina di regia, Andrea Battistoni, ha dichiarato: “Quando il disabile finisce la scuola, esce dal radar della pubblica amministrazione e non ricompare se non in caso di malattia o di pensione: in pratica perdiamo almeno 20-25 anni di vita in cui la persona disabile riesce a realizzarsi solo se si trova a vivere in un particolare contesto familiare, economico e culturale. Stiamo lavorando per creare un anello di congiunzione tra scuola e mondo del lavoro che faciliti l’incontro tra le abilità delle persone e le competenze richieste dalle aziende”. Questo significa “formare i docenti di sostegno perché riescano a individuare e valorizzare le abilità residue dei bambini con disabilità, orientandoli meglio nella scelta del loro percorso. Allo stesso modo – prosegue – punteremo anche alla formazione delle aziende, perché possano valutare meglio queste abilità”. Nella stessa ottica, conclude Battistoni, “anche la legge 68/99 sul collocamento mirato dovrà essere ammodernata e dotata di strumenti più flessibili”.
In occasione della Giornata Mondiale per i Diritti Umani, celebrata nella data di ieri, Microsoft Italia ha lanciato il progetto “Ambizione Italia per l’Inclusione e l’Accessibilità”: un ecosistema volto a rendere il nostro Paese inclusivo e accessibile alle persone con disabilità, sfruttando le nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale per permettere a tutti di esprimere al meglio le proprie potenzialità, nella vita quotidiana come nel lavoro.
Il progetto è stato presentato ieri alla Microsoft House di Milano con l’elenco di tutti i partners che, sino ad ora, hanno aderito all’iniziativa per la creazione di soluzioni che permettano l’abbattimento delle barriere architettoniche e sociali: Ability Garden, Amplifon, ANSA, Barilla, EY, Fondazione Accenture, Fondazione Adecco, Fondazione Vodafone, Fondazione Mondo Digitale, Gruppo Generali, Jointly – Il welfare condiviso, Kulta – Cervelli Ribelli, LinkedIn, Unicredit, Techsoup, Valore D e Wunderman Thompson.
Andrea Battistoni, in rappresentanza della cabina di regia “Benessere Italia”, ha presenziato al lancio del progetto così come Grazia Strano, Direttore generale dei sistemi informativi, dell’innovazione tecnologica e della comunicazione presso il Ministero del Lavoro e Politiche Sociali. Durante l’evento, proprio quest’ultima ha rilasciato delle dichiarazioni sull’opportunità che il co-working può rappresentare per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità superando il telelavoro che, seppur pratico negli aspetti logistici, porta all’isolamento della persona svilendo l’aspetto inclusivo del disabile. Il co-working, afferma Strano, è “un’esperienza fondamentale per il disabile che ha così la possibilità di lavorare in uno spazio comune con altre persone che non fanno lo stesso mestiere. Una soluzione utile – aggiunge – anche per i malati cronici come i malati di tumore, costretti ad allontanarsi per lungo tempo dal loro posto di lavoro”. Un modello viene già offerto da Milano, “che è la prima città italiana per numero di posti di co-working e ha già ragionato sulla certificazione di questi spazi: è un’esperienza che potremmo portare in altre città come Roma, anche per il recupero delle periferie, per far sì che soggetti con difficoltà si mettano insieme a lavorare”. Per potenziare il co-working “ognuno deve fare la sua parte – sottolinea Strano – il Governo con le norme, le aziende con le loro esperienze e i loro investimenti, e anche il sindacato che deve iniziare ad abbandonare il divieto di controllo del lavoratore. Solo unendo gli sforzi, la politica dei mille giardini potrà diventare una politica nazionale”.